"L’ojjo santo" (G.G.Belli Sonetto n°308)

Sonetto del 5 Gennaio 1832 Roma G.G.Belli In questo componimento, il Belli ci porta al capezzale di un moribondo, il "povero Nino". Con il tipico realismo tragicomico della plebe romana, la malattia estrema e i sacramenti della Chiesa vengono descritti attraverso una lente materiale, quasi domestica, dove la devozione si mescola alla superstizione e alle abitudini quotidiane (come il vizio del bere). Il Testo Parafrasato Quatrine E come volete che stia, povero Nino! Sta che un momento muore e un altro campa: e se non fosse che gli piace il vino, ormai non ci sarebbe rimasta di lui neanche l'impronta (sarebbe già morto). Ora aspetta fra Petronio con il bambinello della cera (un'immagine o reliquia miracolosa di cera); e se per caso la scampa, ha fatto voto di appendere un ex-voto d'argento (una "zampa", ossia una gamba o un braccio d'argento) alla Madonna di Sant'Agostino. Terzine A ogni buon conto ieri sera ha avuto un tale peggioramento ("una stretta") mentre mangiava pane e companatico (ironico per indicare la difficoltà di deglutire o il tracollo), che gli hanno dato la comunione in gran fretta ("pe staffetta"). E il prete poi, che è pratico di queste cose (di moribondi), gli ha voluto dare, dopo un'oretta, quella cosa che è ancora "più peggio" del viatico (l'estrema unzione). Spiegazione delle Note e dei Termini Romaneschi 1. "L'ojjosanto": È l'olio santo utilizzato per l'estrema unzione, l'ultimo dei sacramenti che si riceve in punto di morte. 2. "si nun fussi che jje gusta er vino...": Una battuta tipica del carattere romano. Si attribuisce la flebile resistenza del malato alla vita non a una forza d'animo o a un miracolo, ma alla sua passione per il vino, che lo tiene ancora "caldo" e attaccato alla terra. 3. "fra Petronio cor bambino de la rescelì (o de la cera lì)": Si riferisce a un frate che porta al letto del malato una statuina miracolosa di Gesù Bambino (spesso di cera), pratica comune all'epoca per chiedere una grazia estrema. 4. "una zampa a la Madonna de Sant'Agustino": La chiesa di Sant'Agostino a Roma è celeberrima per la Madonna del Parto di Jacopo Sansovino, veneratissima dal popolo che la ricopriva di ex-voto d'argento (le "zampe", ovvero riproduzioni d'argento di arti guariti). Il malato promette questo dono in caso di miracolosa guarigione. 5. "lo communiconno pe staffetta": Gli diedero la comunione (il viatico) d'urgenza, di corsa, come una staffetta postale, nel timore che morisse da un momento all'altro. 6. "quela cosa ppiú ppeggio der viatico": Il popolano definisce l'olio santo (l'estrema unzione) come qualcosa di "ancora peggio" del viatico. Nella mentalità superstiziosa del popolo, ricevere l'estrema unzione non era visto solo come un conforto spirituale, ma come la condanna a morte definitiva, il segno tangibile che non c'era più nulla da fare. Analisi e Significato Il sonetto descrive con straordinaria efficacia la scena di un'agonia nel rione. Belli mette in luce il contrasto stridente tra la solennità dei sacramenti cristiani e la percezione totalmente materiale e superstiziosa che ne ha il popolo: La comunione e l'unzione non sono visti come passaggi di grazia spirituale, ma come pratiche sbrigative gestite da un prete "pratico" (quasi un burocrate della morte). La fede si riduce a un mercato di voti ("se la scampa, regala un pezzo d'argento alla Madonna") e all'attesa di un oggetto magico (il bambino di cera). La morte stessa viene trattata con un distacco ironico e rassegnato, dove persino l'ultimo respiro si misura sulla capacità del malato di apprezzare ancora un goccio di vino. ‪@mamic-V‬