"Li Diasille"

Fino agli anni 50/60, nel mese di novembre, si recitava spesso il ‘Dies Irae’ (giorno dell’ira) per commemorare i defunti. Una litania medioevale attribuita a Tommaso da Celano (XIII secolo), allievo e biografo di San Francesco. Anche se la preghiera si recitava in latino, i nostri nonni conoscevano molto bene il suo significato.Veniva recitata in Suffragio alle anime del Purgatorio per ottenere la remissione dei peccati commessi durante la loro vita. Nella cultura contadina, pregare in suffragio delle anime sante del Purgatorio, era considerato un dovere dei familiari dei defunti. Io la ricordo come una lunga preghiera recitata in maniera mnemonica e veloce, con un italiano strampalato misto ad un latino alterato e incomprensibile; in tutta onestà, tranne che per qualche espressione, ci capivo ben poco. Dopo un consulto con le mie sorelle maggiori, molto avanti negli anni, che la sentivano frequentemente recitare da mia madre, nata nel 1906, e fatte le opportune ricerche, ho recuperato una versione della preghiera. Comincia con ‘Dies irae dies illa’ (Giorno d’ira, quel giorno) modificato per assonanza in ‘diasilla diasilla’, termine che non ha alcun significato.