"La 'ntrusiona"

Quella che racconto è una storia realmente accaduta a un gruppo di amici durante una festa organizzata in casa di una sposa promessa, come si usava fare una volta. In pieno biennio rosso 1919 - 1920, il fenomeno dello squadrismo dilagava non solo nei grossi centri ma anche nei piccoli paesi, sebbene in maniera meno eclatante. Gli squadristi, per lo più ex combattenti della ‘grande guerra’, venivano assoldati da grandi e piccoli proprietari terrieri (e non solo), per contrastare la classe operaia che pretendeva rivendicazioni socio economiche divenute disastrose. Oltre a fare spedizioni punitive contro associazioni culturali, sedi sindacali, organi di stampa di fede socialista per impedirne la proliferazione, gli squadristi spesso si lasciavano andare a veri e propri soprusi, autentiche violenze anche tra la povera gente, così, per pura goliardia, pur sapendo che molti contadini non avevano nulla a che vedere con faccende politiche o sindacali. Oltretutto alle violenze perpetrate dagli squadristi i contadini non potevano neppure opporsi in quanto sapevano che questi erano assoldati dai loro stessi datori di lavoro che, per quanto precario, garantivano comunque un minimo di sostentamento; reagire alle loro intemperanze poteva significare non solo la perdita del lavoro ma anche l’incolumità fisica dal momento che agivano armati e con manganelli sempre pronti a distribuire legnate a chiunque contrastasse il loro modo di fare.