Il Cavaliere Fuori Tempo

Oper Heute ist der Versuch, zwei Welten nicht nur nebeneinanderzustellen, sondern ineinander hörbar zu machen: die große Geste von Oper und Operette – und die Gegenwart mit ihrer Direktheit, ihrer Ironie, ihrem Rhythmus, ihrer gebrochenen Selbstgewissheit. Das Projekt fragt, was von den alten Formen bleibt, wenn man den Staub abbläst, und was von uns selbst sichtbar wird, wenn wir zulassen, dass Pathos, Rolle, Widerspruch und Gefühl wieder größer werden dürfen als der Alltag es gewöhnlich erlaubt. 1    • Vor dem Vorhang: Die Ouvertüre der Zwische...   2    • La Vita in Scena   3    • Il Cavaliere Fuori Tempo   4    • Il Sogno dell’Operetta - Der Traum der Ope...   5    • La Diva e il Cavaliere   6    • Voll von gestern   Egli viene... egli viene... dal vento e dalla polvere... Chi mi chiama nella notte, chi risveglia il mio destriero? Tra le torri senza nome cerco ancora un cielo vero. La mia spada non conosce la misura del mercato, e il mio cuore porta ancora un giuramento dimenticato. Giura... cammina... cade... ritorna... porta una luce che il tempo non sa. Io non vengo per la gloria, non per oro, non per trono, ma per dare al mondo stanco un frammento del perdono. Se ridete del mio passo, se chiamate follia il mio nome, io vi offro, senza ira, la mia povera devozione. Cavaliere! Cavaliere! Fuori tempo, dentro il fuoco! Cavaliere! Cavaliere! porta il sogno in questo luogo! O mia lancia, dove sei? O mio scudo, chi ti prese? Tra insegne di luce fredda vedo mulini come chiese. Io combatto ombre gentili, io saluto porte chiuse, parlo ancora con le stelle mentre il mondo le ha deluse. Non domando d’esser savio, non domando d’esser forte, ma di stare, senza fuga, sulla soglia della sorte. Non è pazzo chi conserva una fiamma nel mantello. Non è cieco chi confonde una ferita con un castello. Ah, lasciatemi l’errore se l’errore sa amare. Lasciatemi il mio cavallo anche se non può volare. Lasciatemi una dama che forse non mi vede, ma nel nome che le dono la mia anima ancora crede. Crede... vede... perde... chiede... Cammina solo, ma non è solo. Porta il peso di un altro secolo. Forse il mondo non mi attende. Forse il drago era una porta. Forse il gigante rideva perché l’ombra era già morta. Ma se tutto fu teatro, se la scena mi tradì, nel mio petto resta intero ciò che il tempo non capì. Ciò che il tempo... non capì... Io cavalco senza regno, senza esercito, senza età, ma nel fango della strada trovo ancora dignità. Non vincere è la mia vittoria, non sapere è la mia via, e se il mondo chiama folle questa antica cortesia — allora folle sia! Folle sia! Folle sia! Cavaliere dell’idea! Fuori tempo! Dentro il cuore! Senza trono! Senza errore! La mia guerra è contro il vuoto, la mia patria è fedeltà. Se la vita ride piano, io le canto: eccomi qua! Eccomi qua! Eccomi qua! Il cavaliere va!