La Diva e il Cavaliere

Oper Heute ist der Versuch, zwei Welten nicht nur nebeneinanderzustellen, sondern ineinander hörbar zu machen: die große Geste von Oper und Operette – und die Gegenwart mit ihrer Direktheit, ihrer Ironie, ihrem Rhythmus, ihrer gebrochenen Selbstgewissheit. Das Projekt fragt, was von den alten Formen bleibt, wenn man den Staub abbläst, und was von uns selbst sichtbar wird, wenn wir zulassen, dass Pathos, Rolle, Widerspruch und Gefühl wieder größer werden dürfen als der Alltag es gewöhnlich erlaubt. 1    • Vor dem Vorhang: Die Ouvertüre der Zwische...   2    • La Vita in Scena   3    • Il Cavaliere Fuori Tempo   4    • Il Sogno dell’Operetta - Der Traum der Ope...   5    • La Diva e il Cavaliere   6    • Voll von gestern   La scena si apre... la notte respira... chi salva chi? chi guarda chi? Entri con passo solenne, con ferro, mantello e destino. Mi guardi come una torre nel vento divino. Ma dimmi, mio nobile eroe, con voce sincera e severa: chi disse che io fossi prigioniera? Signora, la notte era scura, il mondo tremava al tuo nome. Io vidi una luce ferita brillare lassù dal balcone. Se erro, perdona l’ardire, se sogno, concedimi almeno di stare un momento vicino al tuo pericolo pieno. Pericolo? Forse. Prigione? Chi sa. Ma spesso una donna da sola già va. Da sola, lo vedo, ma il cuore lo sa: anche la forza talvolta cadrà. O grande scena del cuore, o dolce inganno sincero, se tu mi chiami salvezza, io ti rispondo mistero. Tra ombra, sorriso e furore, tra grazia, ferita e splendore, chi salva, chi viene salvato? Lo sa soltanto l’amore. Non sono fanciulla smarrita, non sono trofeo né bandiera. Se cado, conosco la strada. Se rido, ritorno intera. Non voglio rubarti la scena, ma reggere il buio un’ora. Non vengo a spezzare catene che forse non porti davvero. Non salvarmi dal fuoco se il fuoco è il mio viaggio. Allora cammino accanto, non davanti alla via. Accanto, sì, forse. Ma senza chiamarmi “mia”. Accanto... non sopra... vicino... non re... Se canto troppo forte, se prendo l’intero salone, non dire: “Che donna difficile!” Ascolta prima la canzone. Lo giuro. Non giurare troppo presto. Lo imparo. Allora resta. O grande scena del cuore, o dolce inganno sincero, se tu mi chiami salvezza, io ti rispondo mistero. Tra ombra, sorriso e furore, tra grazia, ferita e splendore, chi salva, chi viene salvato? Lo sa soltanto l’amore. Lo sa l’amore... lo sa la scena... lo sa la notte... lo sa la pena... Non chiedermi silenzio per chiamarlo devozione. Non chiedo che tu sia meno. Chiedo di udire di più. Non entrare da re. Da ospite, allora. Non entrare da giudice. Da uomo che impara ancora. Ah! Finalmente. Meglio tardi che mai. Non sono torre da prendere, non sei guerriero da usare. Siamo due voci difficili che cercano come cantare. Se tu mi chiami salvezza, io ti rispondo presenza. Se io ti chiamo coraggio, tu mi rispondi pazienza. O grande scena del cuore, o dolce inganno sincero, se tu mi chiami salvezza, io ti rispondo mistero. Chi salva, chi viene salvato? Lo sa soltanto l’amore. Lo sa l’amore! Lo sa la scena! La diva ride! Il cavaliere impara! Salvami, se puoi... ma prima ascolta. Ti ascolto.