Calabria tra natura felix e vita dura, 1963.

Calabria tra natura felix e vita dura, 1963. Una terra aspra e generosa, dove la siccità non è un’eccezione ma una condizione permanente. In molte zone, chi possiede una sorgente o un semplice filo d’acqua si considera fortunato. Il rischio idrogeologico è costante: le frane incombono e solo la vegetazione spontanea – alberi, fichi, radici profonde – riesce in parte a contenerne la forza distruttiva. In questo contesto difficile, l’intervento della Cassa per il Mezzogiorno appare come una risposta concreta e strutturale: oltre mille chilometri di condotte, risorse destinate a garantire l’approvvigionamento idrico per tutti i 410 comuni calabresi. L’agricoltura, motore economico della regione, beneficia di investimenti ingenti, così come l’industria e l’artigianato, che iniziano a offrire occupazione stabile a migliaia di persone. Il reddito cresce del 16,5% in un solo anno: un dato che riflette la portata di una politica meridionalista ambiziosa. Intorno a questi interventi nascono nuove borgate, si tracciano strade moderne e prende forma una rete infrastrutturale finora sconosciuta a molte aree interne.