Forza e passione nella chitarra elettrica di Pino Rucher
Dalle interviste e dagli esempi musicali qui riprodotti traspare la capacità di Pino Rucher nell’alternare, a seconda della necessità della scena cinematografica, “la dolcezza della sua esecuzione” e “quella incalzante e violenta”, come evidenziato dalla cantante Maria Cristina Brancucci, nota per la sua incisione del famoso successo “Amore amore amore” (con musiche di Piero Piccioni arrangiate da Ennio Morricone) dal film “Un italiano in America”. Preziosi sono anche i contributi del tecnico del suono Giuseppe Mastroianni e del recordista Giulio Bramonti, che gli fece da assistente di studio per l’incisione della colonna sonora di “Per un pugno di dollari”, a proposito della quale entrambi ricordano con entusiasmo l’intervento chitarristico di Pino Rucher. 01:35 Intervista del tecnico del suono Giuseppe Mastroianni su Pino Rucher “Dopo l’incisione di “Diciottenni al sole” abbiamo fatto altri film con il M° Morricone, naturalmente col trascorrere degli anni. Il primo film che mi ricordo dove partecipava il M° Rucher con la chitarra elettrica era “Diciottenni al sole” di Morricone, fatto nel 1962 con la partecipazione di Catherine Spaak e altri attori. Son stati un certo numero di film dove Pino Rucher era chitarra solista con Morricone: “I malamondo”, “Per un pugno di dollari”, “I pugni in tasca”, “Una pistola per Ringo”, “Slalom”, “Navajo Joe”, “Diabolik”, “Il buono, il brutto, il cattivo”, “Teorema”, “Uccellacci e uccellini”, “Vamos a matar compañeros”, “Le casse”. Naturalmente in tutti questi film elencati, oltre alla chitarra solista di Pino Rucher, c’erano anche altre chitarre, naturalmente non in tutti i film, non in tutte le colonne sonore, c’era la chitarra classica, la chitarra d’accompagnamento, la chitarra bassa”. 05:42 Intervista dell’assistente di studio e recordista Giulio Bramonti su Pino Rucher “Sono Giulio Bramonti. Trovo l’occasione di lavorare per la grande società che si chiama, si chiamava RCA Italiana. Era il sogno della mia vita. Lì sono entrato come assistente di studio e ho conosciuto fior fiori di maestri, fior fiori di tecnici e anche dei buoni ingegneri, specialmente quelli americani. E c’erano veramente dei fior fiori di musicisti. Uno in particolare è Pino Rucher, un chitarrista che ho avuto l’occasione di conoscerlo quando facemmo “Per un pugno di dollari”, musiche di Ennio Morricone. Per risparmiar economicamente sulla musica prendemmo le basi di Morricone che ha fatto Peter Tevis. E non si chiamava “Per un pugno di dollari”, si chiamava “Il magnifico straniero”. In quell’occasione conobbi anche Pino Rucher, eh... un bravo chitarrista, veramente eccezionale, una persona molto fine, educata, e nella pausa fra un turno e l’altro ho avuto anche l’occasione di parlarci. E ho visto che suonava la chitarra con amore, per il piacere di suonare, veramente un artista”. 10:14 Intervista della cantante Maria Cristina Brancucci su Pino Rucher “Il mio nome è Maria Cristina Brancucci però, in arte, mi sono fatta chiamare Christy. Il mio esordio è avvenuto col M° Ennio Morricone cantando “Run Man Run”, “Corri Uomo Corri”, dopodiché sono passata “Amore amore amore” con Piero Piccioni e le parole di Alberto Sordi, dopodiché ho fatto teatro, ho fatto “Alleluja brava gente” per due stagioni, dopodiché ho fatto, tra le altre cose, tanti doppiaggi, e poi ho fatto 4 edizioni di “Aggiungi un posto a tavola”, l’ultima non l’ho fatta io, però 4 edizioni con attori diversi, etc. E con Ennio Morricone ho iniziato a cantare e a fare tutti questi pezzi, queste cose con Piero Piccioni, etc., etc. E in questo periodo in cui mi chiamavo Christy ho conosciuto il grande musicista Pino Rucher. Con “Alleluja brava gente” ho collaborato, abbiamo collaborato insieme col M° Pino Rucher. A distanza di tanti anni mi sono ricordata del film “Diabolik”, il distorsore di Pino Rucher che mi ha accompagnata e mi è stato di grande utilità. In effetti, è stato sempre bravissimo, perché adesso lo riconosco, perché risento quello che canto e vedo e sento la sua bravura. È ancora giovanissimo Pino Rucher come suona, è ancora giovanissimo. Per il film di spionaggio “Ok Connery” si sente Pino Rucher, la chitarra solista elettrica che non soltanto sa prendere la dolcezza della sua esecuzione, però c’è anche quella incalzante e violenta quando necessita perché è un film di spionaggio. Mi ricordo perfettamente di Pino Rucher, della sua chitarra elettrica, del suo modo di suonare splendido, dolce in certi momenti e forte e volitivo in tanti altri pezzi”.

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