La silenziosa fabbrica SAIMP: come è svanito l’impero meccanico del Nord-Est

La silenziosa fabbrica SAIMP: come è svanito l'impero meccanico del Nord-Est A Padova, per tre generazioni, esisteva un nome che ogni operaio, perito industriale e studente di ITIS conosceva a memoria: SAIMP. Non era un marchio di lusso né una firma prestigiosa dell'ingegneria italiana, ma qualcosa di ancora più importante: era l'officina in cui l'Italia intera imparava a lavorare il metallo. I torni universali e le fresatrici SAIMP erano robusti, semplici da riparare, quasi indistruttibili, e per questo diventarono lo strumento didattico per eccellenza negli istituti tecnici del Nord-Est negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Milioni di mani hanno tagliato il loro primo truciolo su una macchina SAIMP, prima ancora di entrare in una vera fabbrica. Ma dietro l'apparente solidità di questo colosso meccanico padovano si nascondeva una fragilità destinata a esplodere. Negli anni Settanta, SAIMP venne assorbita dall'EFIM, il carrozzone pubblico che avrebbe dovuto salvarla e che invece la trasformò in un campo di battaglia politico. Ingegneri e tecnici lasciarono il posto a manager di nomina partitica, la produttività crollò sotto il peso di scioperi infiniti, inefficienze burocratiche e un management gonfiato all'inverosimile. Quella che era stata l'ossatura industriale del Nord-Est si ritrovò a bruciare denaro pubblico anno dopo anno, fino al collasso definitivo alla fine degli anni Ottanta. Questo documentario racconta la parabola di SAIMP non solo come una storia industriale, ma come il simbolo di un'intera epoca di malagestione italiana: la fabbrica di Padova, un tempo cuore pulsante della formazione operaia nazionale, venne infine demolita, cancellando fisicamente il luogo dove intere generazioni di lavoratori avevano imparato il proprio mestiere. È la storia di come la politica abbia soffocato l'industria, e di come un pezzo fondamentale della memoria collettiva italiana sia semplicemente svanito, lasciando dietro di sé solo macerie e silenzio.