"Spenni poco e stai bene" (G.G.Belli Sonetto n°206)

Sonetto del 11 Ottobre 1831 in legno da Monterosi a Baccano G.G.Belli In questo componimento il focus si sposta dalle osterie della città di Roma alle famigerate locande della campagna laziale, tappe obbligate per i viaggiatori dell'epoca. Il titolo è fortemente antifrastico e ironico: il "consiglio" di spendere poco si rivela una disastrosa e comica epopea di disagi. Parafrasi e Significato dei Versi Il poeta descrive cosa succede a un malcapitato viaggiatore che decide di pernottare nelle stazioni di posta o nei borghi a nord di Roma (lungo la via Cassia e la via Flaminia). Prima Quartina Capita pure a Monterosi, o ai confini (dello Stato), a La Storta voglio dire, a Nepi o a Baccano; e non avere dubbi: sei in buone mani, perché è tutta una banda ("fajola") di assassini. Spiegazione: Belli elenca località reali e famosissime all'epoca come stazioni di sosta e cambio cavalli (La Storta, Baccano, Monterosi, Nepi). La zona della valle di Baccano, in particolare, era tristemente nota fin dall'antichità per la malaria e per i briganti. L'espressione "sei in bone mano" è un sarcasmo feroce: i locandieri e gli osti di quei posti sono descritti direttamente come una cricca di ladri e delinquenti ("una fajola d'assassini"). Seconda Quartina Ti cucinano due polli duri come il cuoio ("bufolini"): ti tirano fuori un vinetto di Pissciano (Pisciano) battezzato con l'acqua di palude ("pantano"): ti danno un letto morbido come le spine. Spiegazione: Comincia la lista dei finti "servizi". Il cibo è pessimo: i polli sono "bufolini", cioè duri e stopposi come la carne di bufalo vecchio. Il vino offerto viene da Pisciano (gioco di parole tra il comune di Pisoniano e il verbo pisciare) ed è palesemente allungato ("battezzato") con acqua sporca di palude. Infine, il letto promesso come comodo si rivela un supplizio irto di spine. Prima Terzina La notte ti mettono in compagnia di pulci, zanzare ("zampane"), cimici e pidocchi, che ti fanno cantare (dal dolore e dal fastidio) "Viva Maria!". Spiegazione: La locanda è un incubo igienico. Il viaggiatore deve spartire il letto con ogni tipo di parassita. Il prurito e i morsi sono tali da non dare tregua e costringono l'ospite ad agitarsi e imprecare tutta la notte. L'espressione "fanno cantà Viva Maria" significa far sobbalzare o far pregare per la disperazione. Seconda Terzina Andando avanti, quando finalmente il sonno ti ha chiuso gli occhi, ti vengono a svegliare per andare via. E tutto questo (lo ottieni) per pochi baiocchi. Spiegazione: L'ultimo accanimento del locandiere: non appena il viaggiatore, stremato, riesce a prendere sonno all'alba, viene buttato giù dal letto perché la carrozza deve ripartire. La chiusura del sonetto torna all'ironia iniziale: tutta questa serie di torture medievali è il "fantastico servizio" che ti assicuri pagando pochi baiocchi. Analisi e Temi Chiave 1. La satira del viaggio nell'Ottocento Il sonetto è una caricatura spietata ma veritiera delle condizioni di viaggio nella campagna romana della prima metà dell'Ottocento. Muoversi in carrozza o a cavallo significava affrontare locande luride, cibo avariato e totale assenza di comfort. Belli dà voce al risentimento universale del viaggiatore truffato. 2. L'antifrasi e il sarcasmo L'intera struttura si regge sull'antifrasi (dire il contrario di ciò che si pensa per sottolinearlo). Il titolo promette risparmio e benessere. Il testo promette "buone mani", "vinetto", "letto morbido". La realtà descritta produce l'effetto opposto, creando una forte spinta comica. 3. Note Linguistiche e Geografiche Fajola: Nel gergo romanesco indica una combriccola, una banda di persone alleate per imbrogliare. Zampane: Zanzare. Pissciano: Località inventata che unisce il toponimo reale Pisoniano/Pisciatrello all'allusione all'urina, usata per descrivere un vino di infima qualità. Baiocchi: La moneta di minor valore dello Stato Pontificio. ‪@mamic-V‬