Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è già finito? | Alberto Bradanini
I funerali della Guida Suprema Ali Khamenei, tenutisi a Qom soltanto poche ore fa, hanno registrato la partecipazione di milioni e milioni di iraniani oltre che di rappresentanti istituzionali di più di cento Paesi di tutto il mondo, tra cui Russia, Cina, India, Pakistan, Bangladesh, Turchia, Afghanistan, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Armenia, Georgia e Tajikistan. Parallelamente, stando a quanto dichiarato dal CentCom in un suo comunicato ufficiale, le forze armate statunitensi hanno lanciato una serie di attacchi contro l’Iran con l’obiettivo di imporre a Teheran costi pesanti per aver preso di mira in acque internazionali tre navi commerciali intente ad attraversare lo Stretto di Hormuz. «L’aggressione ingiustificata da parte delle forze iraniane costituisce una chiara e pericolosa violazione del cessate il fuoco e mina la libertà di navigazione», ha specificato il CentCom. Dal canto suo, l’Iran ha respinto qualsiasi addebito e sferrato attacchi di rappresaglia contro strutture statunitensi in Bahrain e Kuwait, mentre l’amministrazione Trump, che aveva promesso la sospensione degli attacchi nella settimana di esequie di Khamenei, ha rincarato la dose, disponendo la reintroduzione delle sanzioni sul petrolio iraniano attraverso la sospensione del provvedimento che autorizzava l’export petrolifero iraniano fino al 21 agosto. L’iniziativa di Washington ha innescato una risalita dei prezzi del petrolio superiore al 5%, mentre alla fine di giugno le riserve strategiche statunitensi crollavano a quota 325,7 milioni di barili, toccando il livello più basso mai raggiunto dal maggio 1983 – cioè da quando il Dipartimento per l’Energia ha cominciato a fornire dati al riguardo. Si tratta di un limite particolarmente pesante, dal momento che la capacità degli Stati Uniti di tenere a freno l’incremento del prezzo del petrolio risulta strettamente dipendente dalla possibilità di attingere alle riserve strategiche. Ne parliamo assieme ad Alberto Bradanini, ex ambasciatore d’Italia a Teheran e Pechino, saggista e presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea. FONTI https://www.aljazeera.com/news/2026/7... https://www.centcom.mil/MEDIA/PUBLIC-... https://www.bbc.com/news/articles/cwy... https://www.reuters.com/world/middle-... https://www.reuters.com/business/ener... https://www.reuters.com/business/ener... https://www.eia.gov/dnav/pet/hist/Lea... SOSTEGNO 👉 https://www.giacomogabellini.com/dona... Nella pagina trovi tutte le opzioni: bonifico, PayPal, Tipeee e GoFundMe. I MIEI LIBRI 👉 https://amzn.to/3S77B0s AVVISO IMPORTANTE: Questo video presenta una analisi puramente ipotetica e speculativa di possibili scenari riguardanti la situazione del Medio Oriente, sulla base di fonti pubblicamente disponibili. Non deve pertanto essere interpretata come previsione certa di eventi futuri. Esprime inoltre il punto di vista esclusivo del soggetto intervistato, basato sulla sua lunga esperienza professionale. Secondo le analisi disponibili e le fonti citate, gli scenari discussi rappresentano possibili sviluppi della situazione, soggetti a variazioni. Per una comprensione completa, si invita a consultare multiple fonti autorevoli. Le analisi presentate si basano su fonti pubblicamente disponibili e rappresentano interpretazioni degli eventi, non verità assolute. Il contenuto è prodotto esclusivamente a scopo informativo e accademico, nel contesto di una analisi geopolitica, e non intende assolutamente promuovere alcuna ideologia o azione. AVVERTENZA: Questa analisi si basa su fonti verificate e documenti pubblici, presentando diverse prospettive sul caso in questione. Contiene discussioni su conflitti armati ma non dati militari classificati. Può pertanto non essere adatta a tutti gli spettatori. Discrezione dello spettatore consigliata. Le analisi presentate sono basate su proiezioni e interpretazioni di tendenze attuali. È importante considerare le diverse prospettive e mantenere un approccio obiettivo. Il sostegno economico viene utilizzato esclusivamente per la produzione di contenuti indipendenti e ricerca.

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