"La Chinea" (G.G.Belli Sonetto n°271)

Sonetto del 25 Novembre 1831 Roma G.G.Belli Per comprendere questo componimento bisogna conoscere il significato storico della Chinea: 1. Il tributo politico: La "Chinea" era una celebre cerimonia annuale in cui il Re di Napoli (vassallo formale del Papa) offriva al Pontefice una cavalla bianca (chiamata appunto chinea) insieme a una cospicua somma di denaro come tributo di sottomissione. Durante la cerimonia, la cavalla veniva fatta inginocchiare davanti al Papa. 2. La moneta d'oro: Per estensione, il termine indicava anche la moneta d'oro o il valore del tributo stesso. 3. Il cavallo nel linguaggio comune: "Chinea" significava semplicemente una cavalla da sella. Il sonetto si basa su un comico malinteso da parte del popolano romano. Sentendo dire che un ricco lord inglese paga i suoi servitori "una chinea e mezza al mese", l'interlocutore si confonde: pensa che gli inglesi abbiano letteralmente rubato e portato in Inghilterra la famosa cavalla bianca che omaggiava il Papa, e si domanda, con fare sornione e un po' rozzo, come si possa dividere e dare "mezza cavalla" come stipendio. Parafrasi (Traduzione in italiano corrente) Stamattina quel testone (quella rapa) che sta qui al Babbuino [nota: Via del Babuino, zona storicamente frequentata da ricchi turisti stranieri] al servizio del Lord inglese, mi ha detto che il suo padrone sceglie e assume i servitori pagandoli con una chinea e mezza al mese. Ma come?! Allora l'hanno portata nel loro paese, quella Chinea (la cavalla bianca) che baciava il piede al Papa?! Però mi sembra una cosa davvero sciocca (sciapa) andarsi a fare le spese [pagare i servitori] con la Chinea! E poi, che me ne faccio io di quel pezzo [di carne]? A Porta Leone [il macello/zona dei rigattieri o scannatoi] si dà una cavalla solo quando è spaccata a modo suo, esattamente a metà. E se per quel mezzo culo e per quella spalla [della cavalla] il Lord andasse dal Papa a trattare sul prezzo, potrebbe mettersi d'accordo pure con il Re (di Napoli). Spiegazione e Analisi delle Terzine Le Quartine: L'equivoco della moneta Il servitore di un nobile inglese spiega al narratore che il "Milord" paga molto bene: una chinea e mezza al mese (riferendosi alla moneta o alla conversione del valore dello stipendio in ghinee/monete d'oro). Il popolano, ignorante ma arguto, prende la parola alla lettera: pensa alla Chinea del Papa (la cavalla). Deduce quindi che gli inglesi abbiano comprato o sottratto l'animale sacro della cerimonia pontificia per portarselo in Inghilterra ("ar zu' paese"). Trova assurdo che si usi un animale intero per pagare lo stipendio alla servitù. Le Terzine: La macabra e ironica soluzione Il ragionamento del popolano si fa paradossale e "povero": che senso ha pagare qualcuno con "una chinea e mezza"? Come si divide una cavalla? Evoca Porta-leone (zona di Roma vicino al Teatro di Marcello dove si vendeva carne di scarto o di cavallo): una cavalla si divide a metà dal macellaio solo quando è già morta e squartata ("spaccata a modo suo pe mmezzo"). Nell'ultima terzina l'ironia diventa politica: se questa mezza cavalla ("mezzo culo e 'na spalla") avanza, il Lord inglese potrebbe andare a fare il mercante direttamente con il Papa e con il Re di Napoli (i due storici attori della secolare disputa geopolitica del tributo della Chinea) per "aggiustare" il prezzo della transazione. Temi chiave del Belli Come in gran parte della sua produzione, Belli usa l'ignoranza linguistica del popolo per fare satira indiretta sui grandi temi della politica e della Chiesa. Il popolano non capisce il valore economico internazionale delle monete dei ricchi turisti britannici, ma con il suo pragmatismo "da macelleria" smaschera l'assurdità dei fasti e delle vecchie usanze feudali della Roma papale, riducendo una solenne cerimonia di Stato a un pezzo di carne equina da spartire. ‪@mamic-V‬