Agro Falisco: Fosso Cerreto, Vie Cave, Castel d'Ischia (Mazzano Romano, RM)
Percorso ad anello nell’Agro-falisco tra guadi, forre, tagliate falisce, castelli abbandonati e ambienti ipogei. Lasciata la macchina lungo la strada comunale dell'Agnese, si inizia a camminare su uno stradone bianco che introduce nel Parco naturale Valle del Treja. Il percorso però non segue la forra del Treja, ma quella del suo affluente: il Fosso Cerreto. Quindi dopo alcuni tornanti in discesa si giunge in prossimità del guado, che si può in questo punto attraversare camminando sulle pietre affioranti. Risalendo la forra si giunge in prossimità della prima delle due “tagliate”, antiche vie cave scavate nel tufo dai Falisci, un'antica popolazione italica. Qui, una parete della tagliata reca incisa più volte la scritta “AVEMARIA” a grandi lettere maiuscole, con andamento sinistrorso e destrorso, molto probabilmente incisa dai pellegrini durante il periodo medievale (spesso scambiata per una misteriosa scritte falisca). Uscendo dalla Tagliata si apre un pianoro dominato dai resti di Castel d'Ischia. Poco prima di questo, una splendida terrazza si apre sulla forra del Fosso Cerreto. Per quanto riguarda l’aspetto storico del Castello, come per altri centri medievali dell’agro-falisco, non si hanno molte notizie. La costruzione risale forse all'XI secolo, con modifiche successive fino al XIV secolo. In ogni caso il Castello nel 1542 risultava già “diruto” cioè in rovina. Della struttura originaria rimane l'arco di ingresso e un breve tratto di cinta muraria, oltre alla Torre, di otto metri di lato e a base piena. Guardando bene la parte alta dell’arco è ancora oggi visibile una roccia forata al cui interno veniva inserito il perno di chiusura della porta di ingresso alla fortificazione. Una scala esterna alla torre, tutt'ora percorribile, conduce al primo piano. Nei due fossati che delimitavano il castello si aprono una serie di ambienti ipogei, probabilmente antiche tombe rupestri di origine falisca riutilizzate poi in epoca medievale come abitazioni, magazzini e cisterne a servizio della guarnigione del Castello. Uno di questi presenta un originale pilastro centrale, con capitello scolpito. Il tratto successivo è una discesa nel bosco priva di un sentiero o di una traccia definita, ma necessaria per raggiungere di nuovo il torrente. Ma prima di questo si scende attraverso una breve e strettissima tagliata falisca. Da qui si risale rapidamente la forra e giunti sul pianoro si apre uno splendido pascolo, con querce isolate. Si rientra ripercorrendo il tratto già percorso all’andata. Come arrivare Parcheggio in Strada Comunale dell’Agnese, a Mazzano Romano (Roma). Attenzione perché questa strada negli ultimi 100 metri è veramente dissestata, con buche enormi, consigliamo di lasciare l’auto poco prima, in uno spiazzo davanti a una cabina dell’elettrodotto. Questo il punto preciso su Google Maps https://maps.app.goo.gl/U46jb8yWcQn7c... Consigli di visita Sentiero non segnato, per cui è assolutamente necessaria una traccia GPS, quella da noi utilizzata è scaricabile gratuitamente al seguente link https://it.wikiloc.com/percorsi-escur... Tutto il percorso proposto nella traccia GPS si compie in 5 ore e mezza, andando con calma e facendo qualche foto/video, per complessivi 12 km di cammino A/R. Non ci sono fonti d’acqua lungo il percorso, che comunque si mantiene in buona parte all’ombra, tranne ovviamente nei pur brevi tratti in piano. Ci sono due guadi, il primo si attraversa camminando sui massi affioranti, il secondo o con buste ai piedi o scalzi (inizi di giugno, in altri periodi potrebbe essere diverso). Attenzione a Castel d’Ischia perché, come si vede nel video, ci sono alcuni punti a strapiombo sul precipizio alto più di 80 metri. Un pò complicata la discesa al fiume dopo Castel d'Ischia, per via del terreno accidentato, degli alberi caduti e del segnale GPS non sempre funzionante, motivi per i quali si sconsiglia a principianti o persone poco allenate, eventualmente evitare di fare l’anello e tornare indietro sui propri passi una volta visitato Castel d’Ischia. Attenzione sulla via del ritorno, all’altezza del bivio per Castello dell’Agnese, per la presenza di un gregge di pecore sorvegliato da due grossi maremmani bianchi poco socievoli. Nel complesso, percorso piuttosto selvaggio, con diversi spunti di carattere storico e alcuni punti di notevole impatto paesaggistico. Buona visita!

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