Il Parco Archeologico di Egnatia (BR)
In questo video lasciamo parlare le pietre. Quelle arroventate dal sole, spazzate dai venti, accarezzate dalle onde, colpite dalle tempeste. Quelle sprofondate nell'oblio della memoria e poi riemerse, dapprima con scavi clandestini, tesi a trafugarne i tesori custoditi nelle tombe, poi da scavi ufficiali (che proseguono da oltre cento anni!). La città di Egnazia era nota nel mondo antico e fu descritta da autori greci e latini. Il sito di Egnazia fu insediato a partire dal XVI secolo a.C. ed ebbe una continuità fino all'Età del Ferro, proseguendo poi la propria vita sotto i Messapi (VI sec. a.C.) e i Romani (che da qui fecero passare l'importantissima Via Traiana). Divenne un Municipio e un porto rilevantissimo. Verso il VI secolo d.C. iniziò uno spopolamento nella parte bassa a favore di un'occupazione della parte più elevata (Acropoli), fino al XIII secolo. Poi, la distruzione e il silenzio. Le sue pietre sottratte per costruire altri edifici. Ma Egnatia non ha voluto scomparire, ha voluto parlare e dire ciò che un tempo è stata! Dell'epoca messapica restano alcuni tratti delle poderose mura difensive, le necropoli con tombe a fossa, a semicamera e a camera. Del periodo romano sono gli ampi tratti della Via Traiana (che collegava Roma a Brindisi), della Basilica Civile (da cui proviene il mosaico delle "Tre Grazie"), il Sacello alle divinità orientali, il Foro, le Terme...Sui resti romani si impiantò una Basilica episcopale con battistero (IV-VI secolo d.C.) e la Basilica Meridionale. In posizione sopralevata si trovano le vestigia della fortezza bizantina. Tutto in vista del mare blu cobalto. La visita continua nel Museo Nazionale, che conserva i reperti provenienti dagli scavi. Uscendo dal parco archeologico, il vicino Archeolido consente di vedere tombe scavate nella roccia a cielo aperto, avanzi delle strutture portuali (in parte sommerse e visitabili con apposita attrezzatura e con guida-sub) e la grande muraglia messapica. Un sogno? No, Egnazia.

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