ANTONIO DEBENEDETTI, un omaggio | con Paolo Di Paolo, Alessandra Grandelis e Mario Andreose
đź”” ISCRIVITI AL CANALE E CLICCA SULLA CAMPANA đź”” https://bit.ly/3hlImCt Incontro online organizzato dal Fondo Alberto Moravia in collaborazione con Letture Metropolitane. Il 3 ottobre è morto a ottantaquattro anni Antonio Debenedetti. Scrittore, saggista, nato a Torino il 12 giugno 1937, figlio di Giacomo Debenedetti, critico letterario di grande valore nonchĂ© studioso e traduttore di Proust e Joyce. Raccontava di essere cresciuto in una casa di piena libri e di essere andato in giro fin da bambino con i romanzi di Salgari, chiedendo agli adulti di leggerli per lui ad alta voce. Ha esordito nel 1972 con il libro Monsieur Kitsch. Per molti anni ha collaborato con il Corriere della sera, nel ruolo di inviato per la cultura. Nella sua vita, si è cimentato sia con la scrittura di romanzi (In assenza del signor Plot, 1976; La fine di un addio, 1985; Se la vita non è vita, 1991, con cui ha vinto il Premio Viareggio), che con raccolte di racconti come Ancora un bacio (1981), Spavaldi e strambi (1987), Amarsi male (1998). Giacomino (1994) è il suo libro di ricordi legati al padre, mentre tra i lavori piĂą recenti le raccolte di racconti In due (2008), Il tempo degli angeli e degli assassini (2011), Racconti naturali e straordinari (2017) e Quel giorno quell'anno (2018). Scrive Alberto Moravia in Diario Europeo: La sua è un’osservazione piĂą da entomologo che da ritrattista, piĂą pronto ad infilzare con uno spillo l'insetto che talvolta convive con l’uomo, che a ritrovare tratti umani in situazioni e comportamenti da insetti. Ma talvolta l’ironia si coniuga felicemente con la tenuitĂ e l’evanescenza dei personaggi e della storia; e allora abbiamo un’interessante sostituzione della crudeltĂ con l’evasivitĂ e ne deriva, alla composizione del racconto apparentemente vagabondo ma in realtĂ controllato, un ritmo tutto giocato sulla iterazione di un solo motivo, quasi musicale nella sua diafana irrilevanza. Questo è il caso dell’ultimo racconto, uno dei piĂą lunghi, “Il club dei superflui. Ci sono due personaggi, Diego e Ines, che dialogano, si potrebbe dire, sul nulla. E c’è Debenedetti con la sua ironia che fa precedere ogni capitoletto da una sentenza che sembra morale ma in realtĂ non lo è. Pieno di notazioni laterali, di osservazioni messe tra parentesi, di frasi sospese, di puntini e di interruzioni, questo racconto fa pensare un poco ad una musica da camera disinteressata e ambigua, alla quale si presta volentieri l’orecchio e che quando finisce si rimpiange che non continui. #MindTheBook đź’Ą Contenuti EXTRA đź’Ą http://linktr.ee/letturemetropolitane Sito Ufficiale | http://letturemetropolitane.it Telegram | https://t.me/letturemetropolitane Instagram |   / letturemetropolitane  Facebook |   / letturemetropolitane  YouTube |    / letturemetropolitane Â

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