Casalesi: Arresti killer strage piu altri 100 affiliati
L'alba delle manette per il clan dei Casalesi. Una Waterloo investigativo giudiziaria per chi ha bagnato di sangue la provincia di Caserta in una serie impressionante di raid contro testimoni di giustizia, parenti di pentiti, imprenditori coraggiosi, immigrati indifesi. Scattano tre operazioni che colpiscono nel portafogli, negli affetti e nella potenza militare la cosca che si ispira ai rituali di Cosa nostra. Polizia, Finanza e carabinieri, coordinati dalla Procura di Napoli, infliggono un colpo forte e profondo all'assetto della formazione criminale. I militari dell'Arma piombano nelle villette degli sterminatori di Castel Volturno. Uno dopo l'altro finiscono in manette Alessandro Cirillo, Oreste Spagnuolo e Giovanni Letizia. Sono considerati mandanti ed esecutori del massacro degli extracomunitari. Si nascondevano nella zona di Giugliano. Dentro i loro rifugi i carabinieri hanno trovato ritagli di giornale sulla strage, avanzi di cibo, aragosta e astice, film pornografici e d'azione. Vivevano a poca distanza dal luogo dell'eccidio. Gli investigaotri hanno sequestrato armi, parrucche e pettorine delle forze dell'ordine. Non è un mistero che i sicari in alcuni agguati si sono finti investigatori per cogliere di sorpresa le loro vittime. Giovanni Letizia e Alessandro Cirillo vivevano nella stessa casa. I tre catturati erano armati e kalashnikov, pistole e fucili a pompa erano disseminati in ogni angolo delle abitazioni. C'erano anche moto e macchine che, si sospetta, potrebbero essere state usate nei raid di morte.I tre fuggiaschi non hanno tentato alcuna reazione. Anzi, Cirillo, una volta in trappola, si sarebbe addirittura complimentato con gli investigatori. Contemporaneamente gli specialisti del Servizio centrale operativo della direzione anticrimine e dello Scico della Guardia di Finanza portavano in cella 107 appartenenti alla cosca e sequestravano beni per oltre cento milioni di euro. Tra i 107 spicca il nome di Giuseppina Nappa Schiavone, moglie dell'irriducibile Francesco "Sandokan" Schiavone, da anni in carcere ma ritenuto sempre il vero capo dei Casalesi e, al momento, lontano da ogni forma di pentimento. Giuseppina Nappa è accusata di ricettazione per aver percepito lo stipendio che l'organizzazione distribuisce ogni mese ad ogni suo affiliato. La moglie di Sandokan, in passato, ha sempre difeso il marito e la famiglia anche scrivendo lettere di fuoco ai giornalisti in cui parlava costantemente di un complotto ordito da "comunisti" e media contro il suo nucleo familiare. "Una giornata da incorniciare", l'ha definita Maroni. Una giornata che, si augurano gli inquirenti, segni il definitivo declino del clan dei Casalesi. Ma tutti, a palazzo di giustizia, sanno che ancora non è vinta contro il Male camorrista. Dall'alba delle manette, però, potrebbero venire fuori elementi fondamentali per colpire ancora e scardinare capi, gregari e killer tuttora in libertà, in fuga dagli investigatori e dalla legge. (30 settembre 2008) REPUBBLICA.IT

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