BAMBINA SBAGLIATA (Formula Tre)

Con l'album "LA GRANDE CASA" termina l'avventura discografica anni '70 della FORMULA TRE, cominciata tre anni prima con il vulcanico "Dies Irae" e proseguita tra canzoni e avanguardia fino a "Sognando e risognando", da molti considerato il loro picco creativo. A differenza dei primi tre lavori però, "La grande casa" non viene prodotto e seguito da Lucio Battisti che, impegnato su altri fronti, lascia la consolle a Radius e Mogol che diventano rispettivamente responsabili delle musiche e dei testi. Il risultato è un album "obliquo" e suscita diverse perplessità tra i fan e tra i critici: una disaffezione non tanto imputabile alle canzoni che erano comunque ben congegnate, ma al fatto che l'intero lavoro suonasse effettivamente "estraneo e diverso" rispetto ai precedenti. Non c'è più la sanguigna comunicatività di Battisti, nessuna cover, nessun motivetto di facile presa, niente più vampate progressive o grandi galoppate hard. In "BAMBINA SBAGLIATA" apprezziamo finalmente la band in tutta la sua potenza di suono, specie nel finale che risulta finalmente omogeneo e senza prevaricazioni da parte di quella chitarra che sin ad allora aveva dominato tutto il disco. Malgrado la buona resa artistica del lavoro però , l'insoddisfazione per il suo scarso riscontro commerciale e i mutati equilibri all'interno della band, conducono il gruppo allo scioglimento.