I bisogni trascurati. Impariamo a riconoscere la plusdotazione cognitiva (con Martina Pedron)
Negli ultimi anni ci siamo abituati a riconoscere le difficoltà di apprendimento e impostare una didattica che ne tenga conto. Ma cosa facciamo per gli alunni plusdotati? Chi ha capacità cognitive sopra la norma spesso si annoia, si distrae o diventa irrequieto. In questo Approfondimento impareremo a riconoscere i casi di plusdotazione cognitiva insieme a Martina Pedron, psicologa e psicoterapeuta di Polo Apprendimento. ———— L'approfondimento del giovedì è gratuito anche grazie al sostegno dei nostri soci. Siamo felici che lo sia, perché contribuisce a crescere insieme una generazione migliore. ❤︎ Aiutaci a diffondere la buona educazione diventando socio anche tu: https://www.biellacresce.it/diventa-s... ———— Link utili: Trailer di "Gifted - Il Dono del Talento" • Gifted - Il Dono del Talento | Trailer Uff... ———— In questo episodio: 04:23 La differenza tra gifted e plusdotazione cognitiva 12:44 Come si misura l'intelligenza 26:22 Le caratteristiche degli alunni plusdotati 40:16 Come rapportarsi con i bambini plusdotati 53:29 Il primo giorno di scuola nel film Gifted ———— La differenza tra gifted e plusdotazione cognitiva. Nel 2002 una delle più importanti associazioni in questo ambito, la National Association for Gifted Children, diede questa definizione di gifted: "Persone che mostrano, o hanno il potenziale per mostrare, un livello eccezionale di performance, se confrontati con i loro pari, in una o più delle seguenti aree: abilità intellettiva generale, specifica attitudine scolastica, pensiero creativo, leadership, arti visive e dello spettacolo". Quando parliamo di plusdotazione cognitiva ci riferiamo, in primo luogo, all'abilità intellettiva generale. Dunque, all'intelligenza. L'intelligenza è definita come la capacità di produrre un comportamento adattivo, ovvero che serve a raggiungere un obiettivo. Come si misura l'intelligenza. La plusdotazione ha a che fare con un quoziente intellettivo superiore a 130 sulla scala Wechsler. A volte viene allargata un po' questa definizione fino a comprendere chi ha più di 120, ma gli studiosi sono ormai concordi a restringere il campo a chi presenta un quoziente superiore a 130. Un avvertimento è da dare: il quoziente d'intelligenza non è in grado da solo di definire la plusdotazione, ma è da considerarsi come un indicatore della sua presenza. Le caratteristiche degli alunni plusdotati. Il primo aspetto che emerge, e che è anche facilmente osservabile, è la velocità con cui imparano. Dopo poche ripetizioni, gli alunni plusdotati hanno compreso e interiorizzato un argomento e sono immediatamente in grado di applicare le nuove conoscenze. Questo aspetto si accompagna spesso a una memoria particolarmente efficace. La natura della memoria può variare da persona a persona, per qualcuno è più visuo-spaziale, per altri più verbale. Ma in generale si tratta di ottime capacità mnemoniche accompagnate da strategie efficaci. Sono inoltre capaci di mantenere alti livelli di attenzione e spesso sono anche bambini che pongono molte domande e sono sempre alla ricerca di approfondimenti. Invece la precocità non è una prerogativa della plusdotazione. Abbiamo casi di plusdotazione in cui il bambino può imparare a leggere precocemente e senza aiuti, ma in altri casi il percorso avviene con gli stessi tempi dei coetanei. La prerogativa è che quando iniziano a parlare, non importa a che età, hanno da subito un vocabolario molto ampio. Sanno imparare molte più parole ed esprimersi con frasi più lunghe e complesse. Parlando con loro ci si dimentica l'età e la classe perché nell'interazione si dimostrano molto più grandi, talvolta a livello di un adulto. A volte sanno anche modulare il vocabolario, scegliendo parole e sintassi più semplici quando interagiscono con i compagni e più complessi quando parlano con gli adulti. Un altro aspetto interessante è l'impegno. Amano la complessità e si stancano della routine e dei compiti troppo semplici. Per questo si distraggono molto, non per carenza di attenzione (hanno infatti una grande capacità di restare concentrati) ma perché non trovano le attività abbastanza sfidanti. Come rapportarsi con i bambini plusdotati. Bisogna resistere alla tentazione di voler "normalizzare" questo aspetto. I bambini plusdotati non vanno riportati verso i comportamenti più normali, bisogna invece cercare di armonizzare il loro atteggiamento. Per prima cosa bisogna accettare questa plusdotazione e accompagnare il bambino verso i suoi interessi tenendo conto che dal punto di vista cognitivo può essere di due, tre o più anni avanti rispetto ai coetanei, ma non dal punto di vista emotivo. I suoi bisogni emotivi, affettivi e relazionali sono assolutamente normali e tipici della sua età. Tutte queste caratteristiche rendono problematica la relazione perché si genera un'asincronia tra lo sviluppo cognitivo ed emotivo.

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