Luigi Pannarale - I diritti sociali

Le forme di protezione sociale sono una delle forme più raffinate di civiltà. Un concetto generico, come quello di uguaglianza, si declina concretamente nella prassi politica nel garantire a tutti istruzione, sanità, pensioni, sussidi in caso di malattia o disoccupazione, servizi socio-assistenziali. In tempi di grande fiducia al Capitalismo e al Mercato ci era sembrato che si potesse persino fare a meno di questi valori, ma oggi che il sogno turbo-liberista si è infranto, ridefinire il ruolo di una giustizia per gli ultimi appare ogni giorno più urgente. Nella vulgata pare avere un certo peso la questione della sostenibilità dei diritti. Si dice, sbagliando: lo Stato non se lo può permettere. Si dice, sbagliando: lo Stato deve ridurre la pressione fiscale. Non è così. La riduzione della pressione fiscale non è una necessità assoluta. Il problema semmai è l'utilizzo che lo Stato fa delle sue risorse. Abbiamo tutti presente, e lo citiamo spesso a modello, quello che avviene nei Paesi scandinavi. Siamo tutti più felici a sapere che le nostre tasse vanno a garanzia nostra, nel caso dovesse succederci qualcosa, e a garanzia dei più deboli. Quello che ci infastidisce sono gli sprechi e i furbi. Cerchiamo di mettere a fuoco queste considerazioni con Luigi Pannarale, ordinario di Sociologia del Diritto all'Università di Bari ed autore di svariati saggi, tra cui «Giustiziabilità dei diritti. Per un catalogo dei diritti umani» (Franco Angeli) e «Il diritto che guarda. Rischi della decisione giuridica» (Franco Angeli). ** www.filosofiainmovimento.it **