Claudio Zack - (In)Dipendenze Affettive

Entro a piedi scalzi per sentire il dolore dei chiodi Inutile aggrapparsi corridoio cieco e che dobbiamo fare soli. Camminiamo al buio e pensiamo sia colpa del destino Se non è tutto come volevamo Se ci sembra di andare contromano Mi spingo più lontano Ma ogni tanto ti cerco E chiedo aiuto Dimmi che mi ami e poi salvami dai giorni sempre uguali Chi ha stabilito se è una dipendenza dalle labbra, dagli occhi o dalla tua presenza Non voglio che il tuo umore condizioni i miei giorni e la mia vita Ma voglio che sia amore E che resti anche quando non c’è contropartita La soglia del dolore è un inganno della mente e il corpo è solo un’illusone Quando non ci sei il tempo è fermo e la gravità mi spinge verso il basso e la gravità mi spinge verso il basso Quando non ci sei non smetto di esistere eppure non mi sembra di vivere ogni cosa non esiste in quanto tale ma siamo relazioni e ciò che l’altro può vedere.