Intervista a Massimo Zamboni - Arrivederci Berlinguer!! - L' Aperossa - Roma
🎥#ELETTRITV💻📲 Arrivederci Berlinguer!! Intervista a Massimo Zamboni - L' Aperossa - Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico - Roma https://www.elettrisonanti.net/2024/0... Sono passati 40 anni dalla morte di Enrico Berlinguer e credo che un ripensamento sia necessario non tanto dal punto di vista schiettamente nostalgico ma non è un caso che questo film si chiami Arrivederci Berlinguer! Quindi è già un'indicazione di futuro non è un guardare al passato, è chiaro le immagini sono passate, quella storia si è sedimentata in qualche modo, però è una storia che può essere viva e rivitalizzata che è l'intento di questo film. I registi hanno recuperato i filmati originali dei funerali dell'epoca, il film si chiamava Addio Berlinguer, questo già segna una frattura molto grossa rispetto all'intenzione attuale. Quello era un Addio perché l'uomo era sparito in maniera molto drammatica, come sappiamo proprio in quei giorni, 40 anni dopo ribaltare quell' Addio farlo diventare un Arrivederci diventa un auspicio di futuro, nel senso ci invita a ripensare, a ritrovare il suo pensiero a capirne l'importanza, a conoscere meglio anche alcune parole che all'epoca io ero giovane, avevo una ventina, 25 anni giù di lì, faticavano parole come compromesso storico, come alternativa, austerity, parole che suonavano anche fascinose, però difficili da capire. Proviamo a pensare oggi che valore avrebbe una parola come austerity in mezzo allo sfacelo in cui viviamo, in cui domina soltanto il mercato e la logica del profitto ormai impalpabile, in mano delle finanziarie, neanche più delle economie e che cosa vorrebbe dire per le nostre vite austerity, perché abbiamo due lampade accese qua? ne basterebbe una e vivremmo lo stesso, parleremmo lo stesso, che cosa vuol dire compromesso storico? perché avevamo così paura di mescolaro che consideravamo nemico come in effetti era la Democrazia Cristiana con tutto quello che si portava dietro? Però Berlinguer aveva questa intuizione di questi due grandi mondi popolari che che si dividevano la nazione italiana, quello comunista e quello democristiano e l'idea che non saremmo riusciti a andare avanti senza un punto di incontro e così anche la sua lezione sul Cile sugli avvenimenti del Cile questo farci ragionare, riflettere sul fatto che anche se vinci le elezioni non hai vinto perché dietro ci sono delle potenze che possono depistare completamente il corso della storia come è venuto in Cile con gli Stati Uniti. Tutta questa masse di ragionamenti, questo sguardo al futuro che è venuto a mancare in tutti questi anni e che credo sia molto opportuno recuperare e' tutto quello che si sforza di fare questo film aiutato dalla musica, perché non è un film di cronaca, non è un film politico in senso stretto, ma è un film che grazie alla suggestione musicale cerca di arrivare dentro in maniera non non esplicita, ma molto viscerale. @elettritv Credi sia attuale ancora costruire un'altra economia sociale? di ricollegarci al socialismo come idea? Ma guarda chiamiamolo socialista, chiamiamolo come vogliamo, l'importante che cominciamo a considerare l'economia che ci domina, che è quella capitalista, un termine già così vecchio no, in qualche modo sì, e' quella assolutamente senza freni, dove la politica non ha più nessuna possibilità di frenare lo strapotere economico di di poche parti, dove i cittadini non contano assolutamente più nulla e dove pian piano stiamo arrivando a una schiavitù che pensavamo abolita, anche nelle nostre vite noi siamo sempre più dominati, sempre più alienati, sempre più staccati da tutto, non solo dalle merci, dai luoghi della produzione ma da quello che mangiamo, da quello che pensiamo, dalla cultura, siamo veramente sempre più schiavi e credo che recuperare questo, penso ci possa aiutare, questa proiezione verso il futuro credo che sia il tema centrale di un lavoro come'è questo. Insomma non facciamo che la nostra storia non ce la raccontano gli altri, cerchiamo di avere le idee chiare, che cosa vogliamo, che cosa pensiamo, teniamo stretti il nostro linguaggio, non lasciamoci derubare di tutto. @elettritv Il ruolo della musica? Ma il ruolo della musica, io non credo tanto nella musica politica, perché quando hai un microfono in mano, un amplificatore per la chitarra, è facile fare della retorica, no su questo la musica deve fare musica, quindi deve spingere, deve suscitare, deve immalinconire, deve fare gioire non deve diventare inno nazionale, credo non deve neanche diventare un trionfo. A me piace la musica in tono minore e mi accontento di quella, però la musica ha un grande ruolo che non è quello che le viene riservato nei supermercati, come colonna sonoro dai benzinai o nello sciocchizaio non è l'intrattenimento, la musica per avere un senso deve essere musica non deve essere qualcosa che c'è ma potrebbe anche non esserci!

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