Monviso (3841m) in giornata - Sul Re di Pietra incontriamo il suo RE - Pazzesco!
16 agosto 2022 Difficile dire quando il Monviso ci è entrato dentro. Prima è successo a Rudy Zerbion, vedi i racconti del caro Zio Antonio, ma poi inevitabilmente a entrambi. Si inizia a parlarne, a documentarsi, a leggere i racconti degli altri. Poi ci si rende conto che di racconto si vuole il proprio. Il Monviso ti chiama e non sai resistere. E' allora che passi all'azione. Zerbion si è fatto un paio di ricognizioni lunghe in zona e ci convinciamo che la montagna va salita a modo nostro, in giornata. Vogliamo provare la fatica e cimentarci con l'impresa di raggiungere una cima che per noi ha un valore personale, profondo, sentimentale. Con questo spirito organizziamo il giorno perfetto e troveremo davvero il 'giorno perfetto'. Alle 3.30 del mattino a Pian del Re c'e' un cielo stellato. Partiamo con le frontali ma la luna basterebbe quasi da sola a illuminare il sentiero. Con buon passo ma consapevoli di dove gestire le energie, in 2 ore arriviamo al Rifugio Quintino Sella. Sulla parete Est del Monviso vediamo le frontali di chi ha scelto questa impegnativa via alpinistica. Sul Viso Mozzo altre luci e voci di chi vuol ammirare l'alba da un palcoscenico speciale. Anche verso il Passo delle Sagnette siamo preceduti da altri escursionisti partiti poco prima dal rifugio. Saliamo bene i 300 metri che ci portano all'attacco delle catene. Qui incontriamo Emanuel che salutiamo senza sapere che poco dopo si aggregherà a noi per costituire una piacevole combriccola. Questo tratto è davvero suggestivo, l'alba che incombe alle nostre spalle infuoca la roccia e ci fa sentire degli esploratori che compiono un'impresa epica. Le catene sono molte e sempre più verticali ma non ci sono reali pericoli qui anzi, ce le godiamo, sono un bel premio a conclusione di questi primi 1000 metri di salita che ci portano al Colle della Sagnette. Teoricamente siamo oltre meta' dislivello complessivo, in realtà siamo a metà. Il percorso ci porta a svalicare e scendere perdendo circa 150 metri di quota che dovremo faticosamente recuperare sul versante opposto del vallone. Dal Passo al Bivacco Andreotti impieghiamo circa 1h 15m, sono le 8:15. Va bene, ci stiamo alla grande. Camminiamo da circa 4 ore e mezza. Siamo entusiasti dei nostri progressi e di come stiamo rispettando la tabella di marcia. Rudy Zerbion ha fatto un gran lavoro di pianificazione. Dopo un meritato panino presso il bivacco (nulla a che vedere con i panini di Riccardo ovviamente!) ci prepariamo per la parte alpinistica della salita (PD-). Superiamo un tratto di sfasciume che ci porta sotto alla parete dove evidenti segni gialli si susseguendo in un traverso verso sinistra facendoci capire che ora il terreno da affrontare cambia radicalmente. Da qui sarà tutta roccia fino in cima. Con estrema cautela procediamo, Rudy sempre in testa. E' esaltante questo percorso. Camini, roccette, passaggi esposti. Non manca nulla e di ogni cosa c'e' davvero da togliersene la voglia. Molti altri escursionisti ci precedono e altrettanti ci seguono. Vedi la giornata eccezionale e il periodo vacanziero, in tanti abbiamo pensato di esser qui oggi. Tuttavia ci sentiamo sicuri, ci rispettiamo l'un l'altro, si tratta solo di tenere le giuste distanze. Saliamo senza saltare nulla, 'scaliamo' ogni passaggio che i bolli ci pongono davanti. Sarà scendendo che capiremo che alcuni di questi punti sono aggirabili allargando un po' il sentiero! Ma non importa, è stato divertente capire come uscire da certi punti ostici e, ancora un volta, è stato Rudy, agile e forte, a offrire una mano sicura come un canapone là dove davvero non sapevamo dove attaccarci! Raggiungiamo i vari passaggi mitici della salita, tra tutti la spettacolare Aquila. Qui ci rendiamo conto che la vetta è vicina e raggiungibile. Teniamo duro e finalmente ci siamo. Vediamo all'ultimo la croce e poco dopo siamo li ad abbracciarci. Raccontare le emozioni che si provano dopo una salita del genere è difficile, sicuramente ognuno avrà le proprie, alcune di queste restano nel cuore e qui rimarranno a lungo. Per noi certamente il bello di essere fratelli qui è sbocciato completamente. E con Emanuel, conosciuto per caso molto più in basso, è stato un bello stare insieme. Grazie Emanuel. A tutto questo, inaspettato quando incredibile, si è aggiunto l'incontro in vetta con il Re del Re, colui che, insieme al fratello gemello Martin, detiene il record di salita in appena 1h e 40 minuti. Un marziano? No, molto di più, è Bernard Dematteis, simpaticissimo e disponibile atleta che fa del Monviso la sua casa. Grazie Bernard sei una forza della natura! Eccoci alla fine, questa è la storia di come abbiamo realizzato un sogno. Eh si, a volte i sogni si avverano, e ora? Beh onestamente non ci è per niente passata..il Re di Pietra è una montagna troppo bella. Un'esperienza che ognuno dovrebbe provare almeno una volta e a noi, una volta, non ci è bastata. Iscriviti al nostro canale e W il Nanga Team! #Monviso #Nanga #Dematteis

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