Biblioteche d'Italia | Biblioteca Marucelliana di Firenze
Il Direttore Luca Bellingeri ci guida tra gli scaffali della Biblioteca Marucelliana di Firenze, istituto dalle mille vocazioni, che spaziano dalla collezione originaria di Francesco Marucelli, alla quale è intitolato, alle stampe e disegni databili tra il XV e il XIX secolo; ma anche dai manuali di arte industriale alle riviste culturali di fine Ottocento e inizio Novecento, fino ad arrivare alla collezione ricchissima di fumetti statunitensi e non solo. Tra questi, il primo iconico numero di Topolino, di cui proprio quest’anno si celebrano i 90 anni dalla sua prima uscita italiana. Il settimanale Disney debuttò infatti il 31 dicembre 1932, al prezzo di 20 centesimi di lire, caratterizzato da vignette a colori e didascalie in rime, tutto frutto di autori italiani. La Biblioteca fiorentina viene aperta al pubblico il 18 settembre del 1752, dopo che l'abate Marucelli decise di donare alla sua città natale la sua libreria da oltre seimila volumi. A questa si aggiungno la collezione del nipote Alessandro e quella di Francesco Di Ruberto, che conta circa 53mila stampe e 3.200 disegni, costituendo uno dei fondi più importanti delle biblioteche italiane. Tra i disegni spicca lo studio anatomico di un crocifisso di Raffaello e un ritratto di Caravaggio, contenuto in un taccuino che raccoglie i ritratti di pittori, scultori, letterati e scienziati eseguiti dal romano Ottavio Leoni agli inizi del Seicento. Il carattere popolare della Marucelliana e il legame fortissimo con Firenze si rimarcano ancora con il Fondo Arte industriale, aperto dal direttore Guido Biagi nel 1887. Nucleo fondamentale per gli studiosi di arti decorative, il fondo comprende ottomila volumi provenienti da tutta Europa, tra arte del disegno, tecniche fotografiche, lavorazione del legno, del marmo, del vetro, dei metalli e del settore tessile. «Già dalla metà dell'Ottocento la preoccupazione costante dei vari direttori è quella di destinare questa Biblioteca ai giovani studiosi», spiega il Direttore «in quegli anni la vita culturale e intellettuale fiorentina è particolarmente vivace». Proprio per questo nel 1910 si aggiungono al patrimonio le raccolte delle principali riviste culturali di fine Ottocento e inizio Novecento come La Voce e Lacerba, fino ad arrivare alle esperienze degli anni Trenta, con Il Selvaggio. E intanto, dopo Topolino, si arricchiva anche la collezione dedicata alla nona arte made in USA, tra cui L'avventuroso, Flash Gordon e Mandrake. Guarda qui il documentario sulla Biblioteca Marucelliana di Firenze e continua a seguire il viaggio tra le Biblioteche d'Italia anche su Instagram (@bibliotecheditalia) #mic #bibliotecheditalia #firenze

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