Il Giardino di Lucia

Nel giardino di Lucia Il giardino di Lucia non è un posto: è un respiro, un abbraccio, una luce che non fa ombra. L’erba ci cresce lenta, come se avesse rispetto, e ogni fiore pare chiamarla per nome: “Lucì… guarda che colore t’aggio fatto oggi.” C’è un sentiero di pietre chiare che porta a una panchina consumata dal sole, la panchina dove Lucia si siede quando vuole parlare col vento e il vento, zitto zitto, l’ascolta. Gli alberi non fanno rumore, ma si chinano appena quando passa lei, come se la riconoscessero da sempre. E tra i rami, ogni tanto, una farfalla si posa sulla sua mano come se avesse trovato casa. Nel giardino di Lucia non si invecchia, non si corre, non si perde niente: si ritrova solo pace, quella che ti entra nel petto e ti fa dire piano: “Mo’ sì… mo’ sto bene.” E quando il sole cala, la luce diventa dorata, e sembra che tutto il giardino sia stato dipinto apposta per far brillare il suo nome.