Gianni Pettenati - La tramontana 1968 ( Recensione storico – critica )

Recensione storico – critica "La tramontana" del 1968 è uno dei brani più famosi della musica leggera italiana, cantato da Gianni Pettenati in coppia con il cantante francese Antoine. Questa recensione storico-critica analizza la canzone. Esamina la sua musica, il testo e la sua importanza nel contesto sociale del 1968. Il Contesto Storico: L'ombra del 1967 e il Sessantotto Per capire a fondo il brano bisogna guardare all'anno in cui è uscito. Il Festival di Sanremo del 1968 era carico di tensioni. 1.L'eredità di Luigi Tenco: L'anno precedente, nel 1967, il cantautore Luigi Tenco si era tolto la vita. Nel suo biglietto di addio aveva criticato aspramente il pubblico e le canzoni troppo superficiali. Curiosamente, Tenco aveva citato proprio un brano di Gianni Pettenati, intitolato "La rivoluzione", come esempio di canzonetta commerciale. 2. La protesta giovanile: Il 1968 è l'anno delle grandi rivolte degli studenti e degli operai (il movimento del "Sessantotto"). Il mondo stava cambiando. La musica si stava dividendo tra canzoni di protesta impegnate e brani della tradizione italiana. In questo clima pesante, "La tramontana" arrivò come una ventata di leggerezza assoluta, quasi una fuga dalla realtà. Analisi del Testo: Tra Nonsense e Disimpegno Il testo gioca molto sul significato letterale e figurato dell'espressione "perdere la tramontana", che significa perdere l'orientamento o la ragione. • L'amore che fa impazzire: Il protagonista confessa di aver perso la testa per una donna ("ho perduto la tramontana l'ho perduta seguendo lei"). • Immagini assurde e "nonsense": Per descrivere questa confusione, gli autori usano frasi surreali e divertenti, come lei che "va in giro col carrarmato" o che "fa l'indiana". • Riferimenti storici ironici: Nel testo si cita persino Eva nel giardino dell'Eden ("da quando Eva mangiò la mela combinò dei grossi guai") per dire che le donne fanno perdere la testa agli uomini fin dall'inizio della storia. I critici dell'epoca videro in questo testo un rifiuto totale di parlare dei problemi reali del mondo, preferendo il divertimento puro. Struttura Musicale: La Forza della Marcetta Dal punto di vista musicale, il brano è costruito per diventare subito un tormentone. • Il ritmo: È una classica "marcetta", un ritmo saltellante e allegro. Questo stile era il marchio di fabbrica del compositore Mario Panzeri, bravissimo a creare melodie facili da ricordare. • Il dialogo iniziale: La canzone inizia con una specie di teatrino ("Inventa quello che vuoi per farci ridere un po'..."), che avvicina il cantante al pubblico come se fosse un amico che racconta una storia al bar. Giudizio Critico e Impatto Culturale "La tramontana" è l'esempio perfetto della canzone d'evasione italiana. Anche se non vinse il Festival (vinto dalla splendida ed elegante "Canzone per te" di Sergio Endrigo), ottenne un successo commerciale gigantesco, vendendo tantissimi dischi sia in Italia che all'estero. La storia della musica ci insegna che in momenti di grande tensione politica e sociale, il pubblico cerca spesso canzoni allegre per distrarsi. "La tramontana" ha assolto perfettamente a questo compito, diventando un classico intramontabile degli anni Sessanta. Gianni Pettenati La tramontana Inventa quello che vuoi per farci ridere un po’ inventa pure, dicci, dicci cos’è Quello che adesso dirò per farvi ridere un po’ non è invenzione, ma è la verità Da quando il giorno non è più il giorno da quando il sole non è più sole da quando l’alba si è fatta strana ho perduto la tramontana Da quando il vento mi ha sussurrato che lei va in giro col carroarmato da quando ho visto che fa l’indiana ho perduto la tramontana l’ho perduta seguendo lei E adesso cosa dirai per farci ridere un po’ che cosa inventi dicci, dicci cos’è Quello che adesso dirò per farvi ridere un po’ non è invenzione, ma è la verità Da quando Eva mangiò la mela ha combinato dei grossi guai ma se aspettava una settimana non perdeva la tramontana E invece io son qui che soffro son qui che lotto tra il bene e il male e per il filo di quella lana ho perduto la tramontana l’ho perduta seguendo lei E adesso cosa dirai per farci ridere un po’ che cosa inventi dicci, dicci cos’è Quello che adesso dirò per farvi ridere un po’ non è invenzione, ma è la verità Proprio voi mi prendete in giro conosco tutte le vostre donne e non è detto che per Giuliana io non perda la tramontana Mi piaccion nere, mi piaccion bionde mi piaccion tutte le donne al mondo e per il pizzo di una sottana perdo sempre la tramontana l’ho perduta e la perderò Mi piaccion nere, mi piaccion bionde mi piaccion tutte le donne al mondo e per il pizzo di una sottana perdo sempre la tramontana l’ho perduta e la perdero’.