Un uomo contro un reparto delle SS. Una vera storia di vendetta nell’Italia del 1944
Durante l’inverno del 1944, tra i boschi gelati dell’Appennino, un piccolo reparto tedesco delle SS terrorizzava i villaggi della valle. Case incendiate, civili fucilati, rastrellamenti e vendette: la guerra sembrava aver cancellato ogni speranza. Ma dopo il massacro di un intero paese accadde qualcosa di inatteso. Un uomo solo sopravvisse. Un contadino. Un marito. Un padre. Quando i soldati tedeschi uccisero la sua famiglia e distrussero la sua casa, quell’uomo scomparve nei boschi. Per settimane nessuno lo vide. Poi, uno dopo l’altro, i soldati del reparto cominciarono a morire. Nella notte, lungo le mulattiere, nei fienili abbandonati, tra le rovine dei villaggi. All’inizio i tedeschi pensarono a un caso. Poi a un gruppo di partigiani. Ma presto capirono una cosa molto più inquietante. Qualcuno li stava cacciando. Questa è la storia del Lupo della Valle, l’uomo che trasformò la vendetta in una caccia silenziosa tra le montagne italiane e che, da solo, distrusse un intero reparto inviato a terrorizzare la sua terra. Una storia di guerra, perdita, resistenza e giustizia che nasce dalle ombre dell’Italia occupata durante la Seconda guerra mondiale.

La sua trappola “diabolica” funzionò da sola — 7 mesi, 42 camion tedeschi, nemmeno uno sparo

La Repubblica di Salò - Alessandro Barbero (Nel secolo breve, 1 giugno 2023)

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