«Navighiamo per sfidare le politiche razziste» | in viaggio verso i Cpr in Albania

Ci vogliono circa cento miglia per raggiungere da Brindisi le coste albanesi di Shëngjin dove si trova uno dei due centri fortemente voluto dal governo Meloni. Ed è dietro il frangiflutti roccioso del porto che si intravede un’inferriata con accanto due bandiere che sventolano, quella italiana e quella europea. «Quel centro, che doveva essere usato per una prima identificazione dei migranti recuperati in mare, è vuoto da due anni», dice, non appena lo avvistiamo, Serena Chiodo di Amnesty International Italia. Partiti da Brindisi a bordo di Sunny, barca a vela che doveva partecipare alla Flotilla dello scorso maggio e che è stata adottata dalla comunità Mujeres in Mare, c’è voluto un giorno di navigazione per percorrere la stessa rotta attraverso cui le autorità italiane trasferiscono i migranti in Albania. Insomma, come dice la street artist Laika, “attraversiamo un mare in tempesta in termini di tutela dei diritti umani. La scorsa settimana l’Europa ha scelto di assomigliare all’America di Trump, legittimando cosi anche il terribile protocollo Italia-Albania voluto dal governo Meloni. Navighiamo quindi controvento: sfidiamo chi promuove politiche razziste e di privazione della libertà dell’essere umano. Buon vento a noi che siamo dalla parte giusta della storia”.