Stelutis Alpinis | Giorgio Gobbo

This song is called "Alpine stars", like one of the best-known European mountain flowers, named In German Edelweiss. It blooms between July and September, it prefers impervious rocky limestone places at 2000–2900 m altitude. The song was written during First World War by Arturo Zardini, the language is the furlan dialect, spoke in the very north-eastern part of Italy. It's about the ghost of a dead soldier saying farewell to his girlfriend. (Translation in subtitles). I sang this song at dawn in Asiago Upland, in a place called Magnaboschi Valley, not far from a war cemetery. Questa canzone si intitola "Stelle alpine", come uno dei più noti fiori delle Alpi, in tedesco chiamato Edelweiss. Fiorisce tra luglio e settembre presso impervi terreni rocciosi tra i 2.000 e 2.900 metri di quota. La canzone è stata scritta in lingua friulana da Arturo Zardini mentre si trovava sfollato a Firenze a causa della Prima Guerra Mondiale; il suo paese, Pontebba, si trovava sulla linea del fronte. Parla dello spirito di un soldato morto in battaglia che dà l'addio alla sua fidanzata. Ho cantato questa canzone all'alba presso la Val Magnaboschi, Altopiano dei 7 Comuni, non lontano da un cimitero di guerra. STELLE ALPINE Se verrai quassù tra le crode là dove mi hanno messo sotto terra C'è uno spiazzo pieno di stelle alpine dal mio sangue è stato bagnato segnalato da una piccola croce scolpita su di una roccia Fra quelle stelle ora cresce l'erba e sotto di loro io dormo quieto Sù, cogli una stella alpina a ricordo del nostro amore se le darai un bacio e la nasconderai nel petto quando a casa sarai sola e di cuore pregherai per me il mio spirito ti aleggerà attorno io e la stella saremo con te STELUTIS ALPINIS Se tu vens cassù ta' cretis là che lôr mi àn soterât, al è un splaz plen di stelutis; dal miò sanc l’è stât bagnât. Par segnâl, une crosute je scolpide lì tal cret, fra chês stelis nas l'arbute, sot di lôr, jo duâr cujet. Cjôl sù, cjôl une stelute: jê 'a ricuarde il nestri ben. Tu j darâs 'ne bussadute e po' plàtile tal sen. Quant che a cjase tu sês sole e di cûr tu préis par me, il miò spirt atôr ti svole: jo e la stele sin cun te. Follow me | Seguimi Youtube channel: http://bit.ly/subGiorgioGobboMusic Spotify: https://open.spotify.com/album/7q7TZh... Website: https://www.giorgiogobbo.it/ Facebook:   / giorgiogobbomusic   Instagram:   / giorgio_gobbo_music   Buy me a coffe | Offrimi un caffè https://www.paypal.me/GiorgioGobboMusic Thanks for the support | Grazie per il sostegno Equipment | Dettagli tecnici Instrument: Sigma TM12 Audio: Zoom H4, edit in Logic Pro X Video: Sony HDR CX405, edited on Da Vinci Resolve 15 About me: Giorgio Gobbo is singer, songwriter, guitarist and composer.In addition to music he loves mountains, be in company of good friends, reading books. Nature, love, the hardness of life and the joy of being alive give breath to his chant. He works in the world of psychic suffering where he seeks the connection between expressiveness and therapy. Giorgio Gobbo is essentially an imaginary peasant who plays the guitar. Su di me: Giorgio Gobbo è cantante, autore di canzoni, chitarrista e compositore.Oltre alla musica ama le montagne solitarie, le buone compagnie, i libri. La natura, l’amore, la difficoltà di stare al mondo e nonostante tutto la gioia di vivere è ciò che dà voce al suo canto. Lavora nel mondo della sofferenza psichica dove ricerca il rapporto tra espressività e terapia. Giorgio Gobbo è sostanzialmente un contadino immaginario che suona la chitarra.