“Il sacrificio di essere ciò che si è: un’atleta”.

Avete mai visto cosa si nasconde dietro la preparazione di una routine di gara? È facile accomodarsi in platea e godersi lo spettacolo. Lo è un po’ meno crearlo. Pochi minuti che scorrono in fretta, non esistono secondi tentativi: O ci sei, o hai letteralmente buttato il tuo tempo. La preparazione inizia mesi prima, mesi in cui accantoni tutto, persone comprese, per focalizzarti unicamente sul tuo obiettivo. Mesi in cui non vedi altro, non pensi ad altro e le tue energie sono concentrate e indirizzate al raggiungimento del tuo obiettivo. Non lo fai per nessun altro, a parte te stessa. Provi e riprovi, giorno e notte, senza pausa; È passione, sacrificio. È sudore e sono lividi. Tanti lividi. Ma è impagabile la sensazione che stai sfiorando il limite e che presto potresti superarlo, che potresti realmente andare oltre le barriere del tuo corpo e spingerti sempre più in là creando l’impensabile. Il confine tra ciò che fai e ciò che sei, diventa più sottile; questo mondo arriva al punto di assorbirti e diventa parte integrante di te, di ogni momento. I pensieri vanno sempre lì, in quello che stai preparando e in come potresti migliorarlo; guardi il mondo esterno solo per cercare idee e spunti nuovi per cercare di creare qualcosa di unico, qualcosa di raro. E gli infortuni purtroppo in questo percorso esistono; le distrazioni e spesso la stanchezza sono la causa di essi ma, non diventano ostacoli insormontabili, solamente nuovi punti da cui ripartire, punti in cui ritrovarsi per riscoprire la forza, la determinazione e la tenacia per riprovarci, ancora ed ancora. E alla fine, in quei 4 minuti, sei tu, solo tu. Ed è quando hai imparato a perdere, che hai anche imparato a vincere. E sei pronta per farlo. Sei pronta anche per ricominciare di nuovo a creare, ad inseguire il prossimo sogno, la prossima sfida. Sempre. #smirnovacrobaticacademy #karlottasmirnov