GUSTAVE FLAUBERT (1821-1880) – “L’educazione sentimentale” 1843-1845

Prima lezione della VIII Edizione del corso di Pedagogia della Lettura a cura del Prof. Antonio Faeti, “Le educazioni sentimentali”, 25 itinerari pedagogici (21 ottobre 2014). Modello che non perde mai la sua perenne attualità, il paradigma creato da Flaubert sfida le contingenze, supera gli stereotipi, confonde i critici. Così, per esempio, il rapporto con la Storia è solo ingannevole: quando, in ogni tempo, “succede un ‘48”, gli animi non ne sono condizionati perché le barricate, di ogni forma e spessore, non mutano davvero le coscienze. Crolli in borsa, cannonate, ascese di dittatori, mutamenti di regimi non valgono nulla quando incontrano il valore perenne dell'amicizia. Per riconoscere e ritrovare davvero il significato profondo di un'educazione fondamentale, che non muore mai, che dura per sempre, che caratterizza indelebilmente, occorre basarsi su piccoli indizi. Chi la ricerca anche oggi, chi si pone con essa in una relazione di tipo pedagogico, sappia guardare nel microcosmo dei paesi, dei quartieri, delle borgate, dei casamenti, sappia analizzare minuscoli eventi e registrare la cronaca dozzinale di un piccolo mondo. Non è vero, peraltro, che “tutti i quarantotti” non incidano sul compiersi di una educazione sentimentale. Stabilito, teatralmente, il rapporto tra lo sfondo e la figura che recita oppure vive, si può assegnare ai due elementi un diverso destino. Come nell'”educazione sentimentale” dei giovani vitelloni riminesi di Federico Fellini, la provincia non ignora certamente ciò che la capitale va proponendo. Nessuno dei ragazzi giapponesi che crebbero dopo le atomiche sul loro paese ignorava la fragilità universale che scaturiva dai due primi “lanci”. E la loro educazione sentimentale risentiva di quella proposta da Flaubert e da Fellini: solo un'attenzione minuziosa ai fatti del proprio borgo, fa riconoscere l'alba fatale. BIBLIOGRAFIA E ALTRI RIFERIMENTI OPERE DI GUSTAVE FLAUBERT “Tre racconti: Un cuore semplice. Leggenda di San Giuliano spedaliere. Erodiade” nella trad. di CAMILLO SBARBARO, Bompiani, 1945. “Salambò”, trad. CAMILLO SBARBARO, Einaudi, 1943. “Bouvard e Pécuchet”, trad. CAMILLO SBARBARO, Einaudi, 1964. “L’educazione orientale. Lettere 1849-1851”. “La prima Madame Bovary” con introduzione e note di ROSITA COPIOLI, Medusa, 2007. “Bibliomania”, Red edizioni, Como, 1988. “Vita e lavori del rev. P. Cruchard”, Excelsior 1881, Milano, 2007. “Bouvard e Pecuchet e Sciocchezzaio”, Rizzoli, Milano, 1992. “Opere giovanili”, Mursia, Milano, 1961. “La prima educazione sentimentale”, Oscar Mondadori, 1982. “L’educazione sentimentale. Storia d’un giovane”, trad. di BENIAMINO DAL FABBRO, Einaudi, 1944. “Le tentazioni di San’tAntonio” con tredici tavole di BEPPE PORCHEDDU. OPERE SU GUSTAVE FLAUBERT JEAN PAUL SARTRE: “L’idiota della famiglia. Saggio su Gustave Flaubert”, Il Saggiatore, Milano, voll. 1 e 2, 1977. LORENZA MARANINI, “Il ‘48 nella struttura della Education sentimentale, Nistri-lischi, Pisa, 1963. FRANCO RELLA, “Gustave Flaubert l’opera e il suo doppio dalle lettere”, Fazi editore, Roma, 2006. MARIO VARGAS LLOSA, “L’orgia perpetua. Flaubert e Madame Bovary”, Rizzoli, 1986. BERGEN EVANS, “Storia dei luoghi comuni”, Longanesi, 1948. LUCA PIETROMARCHI, “L’illusione orientale, Gustave Flaubert e l’esotismo romantico”, Guerini studio, 1990. JULIAN BARNES, “Il pappagallo di Flaubert”, Rizzoli, 1987. CAROLINE COMMANVILLE, “Anche mio zio Gustave Flaubert era un letterato”, Sellerio, Palermo, 1992. JULES DE GAULTIER, “Il bovarismo”, SE, Milano, 1992. HENRY TROYAT, “Flaubert”, Rusconi, 1989. MAXIME DU CAMP, “Attraverso l’oriente con Flaubert”, Novecento, 1989. UN RIFACIMENTO: PIERRE DRIEU LA ROCHELLE, “Gilles”, Sugar, 1961.