Tataratà: "Suoni e ritmi nella festa della santa Croce a Casteltermini" di Davide Severino

SUBSCRIBE:    / @davideseverino   Grazie ai "tammurinara" Angelo Nobile (junior), Giuseppe Nobile, Angelo Nobile (maestro)e Luigi Cordaro. Ringrazio anche i Professori Giovanni Giuriati e Sergio Bonanzinga docenti di etnomusicologia dell'Università degli Studi di Palermo. Il Tataratà è una danza armata che nel corso degli anni, per la spettacolarità, il fascino e la singolarità nel suo genere, ha attirato lattenzione di molti studiosi che, come vedremo, hanno formulato diverse ipotesi sulle origini e sul significato di essa. Seguirà un itinerario didattico attraverso il quale è possibile apprendere in sintesi le diverse soluzioni proposte, tenendo conto del fatto che, a mio parere, il vero significato della danza si è perso. È possibile piuttosto individuare alcuni elementi, nella letteratura demo-etno-antropologica, correlati alla danza del Tataratà mediante i quali, il lettore, avendo acquisito le informazioni necessarie, può arrivare ad elaborare una personale interpretazione. Letimologia del termine, deriva dallonomatopea ritmica del tamburo, lunico strumento ad accompagnare i moduli coreutici dei danzatori. Il gruppo è oggi costituito da otto coppie di duellanti armati. Ognuno di essi regge nelle mani due spade. Queste, percosse luna contro laltra, interagiscono col tamburo, creando un incalzante commistione ritmica. Lo stralcio sopra riportato è tratto dalle tesi di laurea di Davide Severino. Per maggiori informazioni: [email protected]