Trapani, dopo 18 anni nascerà la “piazza sul mare”

Per anni è stato il simbolo delle incompiute. Una cartolina negata ai trapanesi e ai turisti, nascosta dietro quelle staccionate di legno che ormai erano diventate parte del paesaggio. Adesso, però, il conto alla rovescia sembra davvero agli sgoccioli. A breve, infatti, prenderanno il via gli ultimi interventi che consentiranno di completare la cosiddetta "piazza sul mare" della banchina Pietro Abate, nell'area adiacente al distaccamento dei Vigili del Fuoco. Una vicenda lunga diciotto anni che, a dire il vero, in molti avevano ormai inserito nell'elenco delle opere destinate a rimanere eterne incompiute. E invece qualcosa si muove. «Ci troviamo di fronte al Bastione dell'Impossibile, dove da anni erano posizionate queste staccionate per lavori che dovevano essere completati – spiega Dario Genovese, componente del Comitato di gestione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale in rappresentanza di Trapani –. Finalmente, a breve queste staccionate non ci saranno più e potremo restituire alla cittadinanza una piazza bellissima, che in passato era molto frequentata». IL SIMBOLO DELLE INCOMPIUTE Quella porzione di porto, realizzata ai tempi delle pre-regate della Coppa America del 2005, è rimasta per quasi due decenni sospesa nel tempo. Nel 2023 era stato annunciato il completamento dell'opera con una durata prevista di 300 giorni, ma anche quella tabella di marcia è stata ampiamente superata. Oggi, però, la sensazione è che la partita sia davvero vicina al fischio finale. L'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale ha destinato circa un milione e 860 mila euro al completamento delle banchine settentrionali, all'interno di un piano più ampio di riqualificazione. Con la rimozione delle barriere che oggi impediscono la vista del mare, l'intera area tornerà ad essere pienamente fruibile. «Restituiremo alla città uno spazio straordinario. Un luogo che appartiene ai trapanesi e che potrà tornare ad essere vissuto e valorizzato», aggiunge Genovese. IL NUOVO VOLTO DEL PORTO Non diciamo nulla di nuovo. Da alcuni anni il porto di Trapani è diventato uno dei principali tavoli sui quali l'Autorità di Sistema Portuale sta giocando una partita strategica. Prima con Pasqualino Monti e adesso con Annalisa Tardino, l'ente portuale ha avviato una profonda trasformazione dello scalo trapanese, cercando di recuperare decenni di ritardi infrastrutturali. Il dragaggio dei fondali, atteso da oltre vent'anni, porterà i pescaggi fino a undici metri, consentendo l'arrivo di navi da crociera di dimensioni maggiori e rafforzando il ruolo turistico dello scalo. Ma c'è di più. Gli interventi hanno riguardato il Fast Ferry Terminal, la banchina Sanità, le banchine del Ronciglio e si inseriscono in una visione più ampia che punta a trasformare il porto in una vera e propria estensione della città, un quartiere di mare capace di coniugare traffici commerciali, crocierismo e vivibilità urbana. IL MARE TORNA A FARE IL MARE Oggi è presto per tirare le somme. Ma una cosa appare evidente. Quelle staccionate, che per anni hanno accompagnato passeggiate, polemiche e fotografie, stanno per diventare un ricordo. E forse, più che una piazza, quello che Trapani si prepara a riabbracciare è uno dei suoi scorci più belli. Perché ci sono luoghi che appartengono alla città anche quando vengono nascosti. E che, proprio per questo, quando tornano a mostrarsi sembrano quasi una conquista.