Condensa sui vetri delle finestre: ecco come risolvere il problema

Se hai deciso di sostituire i tuoi vecchi infissi o di ristrutturare casa, potresti imbatterti nel problema della condensa sui vetri delle finestre. Ma da cosa dipende e come si risolve? Perché si forma la condensa sui vetri delle finestre? Questa è una delle domande più gettonate sia sul mio blog che sui miei canali social. Mi viene rivolta come serramentista – certo – ma soprattutto come ideatore del progetto posaqualifica.it. C’è una convinzione errata che risale almeno a 30 anni fa in merito ai problemi di condensa sulle finestre. Si tende ancora a credere che essadipenda da una scarsa qualità del serramento. Questo accade perché in passato i serramenti erano essenzialmente in due tipi di materiale: in alluminio a taglio freddo (e quindi non a taglio termico, come oggi) oppure in legno. Nella maggior parte dei casi, il serramento era composto da un vetro singolo; solo nei casi più fortunati il serramento era composto da un doppio vetro. In entrambi i casi, però, non c’era ombra di trattamento basso emissivo, gas argon all’interno e canalino termoisolante. In questi casi, era facile che il serramento facesse condensa, dal momento che il serramento stesso non avesse alcun potere isolante. I serramenti di ultima generazione, invece, sono costruiti per essere innanzitutto isolanti. Per questo motivo, avremmo condensa solo nel caso in cui in un ambiente che si presume debba essere riscaldato – come ad esempio una casa – venisse installato un serramento: a taglio freddo (un tipo di installazione che in realtà non è più permessa per legge); con un vetro singolo; senza trattamento basso emissivo; senza gas argon; senza canalino termoisolante. Solo in questo caso, la condensa sui vetri delle finestre dipenderebbe alla scarsa qualità del serramento stesso e dal suo scarso potere isolante. Oggi le cose sono molto diverse. I serramenti di oggi realizzati in alluminio a taglio termico, in pvc, in legno, in legno e alluminio sono a taglio termico ed equipaggiati con un doppio vetro camera basso emissivo, con gas argon e canalino distanziatore termoisolante. Quindi, se nonostante il livello tecnico dei serramenti notiamo condensa, vuol dire che il problema non è imputabile al serramento in sé. Probabilmente, dobbiamo indagare le condizioni ambientali in cui il serramento è installato. Occorre verificare il tasso di umidità all’interno della propria abitazione. Il fenomeno della condensa, infatti, si verifica per lo più nella case nuove, appena ristrutturate o in case in cui i serramenti siano stati appena sostituiti e non siano cambiate le abitudini degli abitanti. Se, infatti, in una casa nuova o appena ristrutturata pareti, soffitti e pavimenti non si sono ancora asciugati, l’acqua contenuta nei materiali di costruzione non è ancora evaporata e non è fuoriuscita dall’ambiente. All’accensione dei termosifoni, la condensa potrebbe fare la sua comparsa sui serramenti nuovi. Cosa fare, allora? La prima cosa da fare, è valutare il tasso di umidità interna a un ambiente. Come? Basta munirsi di igrometro, o ancora meglio di un termoigrometro che fornisce indicazioni anche sulla temperatura interna. Cosa fare, invece, quando notiamo condensa su serramenti appena sostituiti, senza aver effettuato ulteriori lavori in casa e senza aver cambiato le nostre abitudini? Anche la presenza o meno di piante da interno può essere un indice da valutare. O ancora la presenza sui vecchi serramenti di ricambi d’aria dati da spifferi non controllati, che con le nuove finestre sono stati annullati. In questa circostanza, è facile notare la formazione di condensa. Oppure la presenza all’interno di uno stendibiancheria con panni bagnati che provoca il ristagno dell’umidità e forma condensa sui materiali dei serramenti che non si lasciano attraversare dal vapore, come il vetro. In più, la temperatura della superficie di una finestra è più bassa rispetto alla temperatura di una parete, soprattutto in corrispondenza del perimetro del vetro. Ed ecco che il formarsi della condensa diventa un fenomeno praticamente ovvio. A questo punto, ne sai abbastanza per prendere delle decisioni ponderate. Dopo esserti dotato di un termoigrometro per misurare l’umidità del tuo ambiente e monitorare che non superi mai il 50 – 55% , ecco cosa puoi fare per tenere sotto controllo la situazione. Per abbassare il livello di umidità, puoi arieggiare correttamente gli ambienti. Se questa accortezza semplice e immediata non fosse sufficiente, avrai bisogno di un’analisi più approfondita. Bisogna capire se si tratta di un problema che si ripresenta a intervalli regolari nel tempo, perché in tal caso bisognerà ricorrere ad altre soluzioni acquistando magari macchine per il ricambio d’aria. È la soluzione perfetta per chi non riesce ad arieggiare regolarmente gli ambienti. In più, puoi cercare il consulente Posa Qualificata più vicino a te, per avere una valutazione professionale del tuo problema e trovare un rimedio, rigorosamente su misura.