LA BRIGATA SASSARI | 2.000 SARDI CONTRO 40.000 AUSTRIACI | L'ITALIA LI DIMENTICÒ NELLA POVERTÀ

Sardegna, millenovecentoquindici. L'isola più povera d'Italia. La terra dove i bambini muoiono di fame. Dove le case sono fatte di pietra e fango. Dove il governo italiano non arriva mai. Ma quando l'Italia chiama, quando la patria ha bisogno, la Sardegna risponde. Non con riluttanza. Ma con orgoglio. Con ferocia. Con un amore per l'Italia che l'Italia non merita. Formano una brigata. La Brigata Sassari. Duemila uomini. Pastori, contadini, minatori. Uomini che parlano sardo, non italiano. Uomini che il resto d'Italia chiama "selvaggi", "primitivi", "non civilizzati". Ma l'esercito li prende. Li addestra. Li manda al fronte. E lì, sul Carso, nella battaglia più sanguinosa della guerra, mostrano all'Italia cosa significa essere sardi. Podgora, millenovecentosedici. Un colle. Strategico. Vitale. Se cade, cade tutto il fronte. E gli austriaci lo sanno. Mandano quarantamila uomini. Quarantamila contro duemila sardi. La matematica è semplice. Venti contro uno. Impossibile. Suicida. Inevitabile sconfitta. Ma i sardi non sanno di matematica. Sanno solo di onore. Di dovere. Di "Non si passa." Tre giorni. Settantadue ore. Di inferno puro. Artiglieria che polverizza il colle. Attacchi ondata dopo ondata. Migliaia di austriaci che salgono. E duemila sardi che resistono. I fucili si inceppano. Le munizioni finiscono. Ma i sardi non si ritirano. Combattono con le baionette. Con i coltelli. Con le pietre. Con le mani nude. Gli austriaci li chiamano "Diavoli Rossi". Per i loro berretti rossi. Per la loro ferocia. Per il fatto che non muoiono. Non si arrendono. Non passano. E dopo tre giorni, quando il fumo si dissolve, quando i morti vengono contati, il colle è ancora italiano. Duemila sardi hanno fermato quarantamila austriaci. Millettecento sardi sono morti. Ma il colle non è caduto. L'Italia celebra. Medaglie. Onorificenze. "Eroi della patria!" I giornali scrivono. I generali applaudono. La Sardegna ha salvato l'Italia. Ma poi la guerra finisce. E i sopravvissuti tornano a casa. Trecento uomini. Mutilati. Traumatizzati. Distrutti. Tornano in Sardegna. E cosa trovano?