Dalla Fiat 1100 alla Ferrari 812: 70 anni di garage della mafia italiana

C'è una regola non scritta che vale per tutti i boss della criminalità organizzata italiana. L'auto che guidi dice chi sei. Troppo vistosa e lo Stato ti trova in tre giorni. Troppo anonima e i tuoi uomini smettono di rispettarti. Totò Riina — latitante per 24 anni — girava su una Citroën ZX. Come un qualsiasi impiegato che va in ufficio. Matteo Messina Denaro — 30 anni nell'ombra — guidava un'Alfa Romeo Giulietta nera. La stessa che guida il tuo vicino di casa. Ma nello stesso garage della 'Ndrangheta c'era una Lamborghini Huracán da 200 mila euro, una McLaren, due Ferrari e una Rolls-Royce Ghost. Settant'anni di #mafia italiana raccontati attraverso i motori. Quale vi ha sorpreso di più? Scrivetelo nei commenti 👇 Questo è #GaragedelCapo — storia dell'automobile raccontata dai garage che nessuno dovrebbe vedere. #Ferrari #CosaNostra