Dove terra e cielo si incontrano

Un filo rosso che unisce tre persone, mistici e Santi vicini al nostro tempo: è l’umiltà, quella caratteristica che ha accomunato e accomuna Padre Pio da Pietrelcina, Madre Speranza e Natuzza Evolo, figure che davvero sono state in grado di avvicinare la terra e chi vi abita al cielo, aprendo uno squarcio di paradiso nelle vite di tanti uomini e donne. Nel tardo pomeriggio di venerdì 27 settembre il Cenacolo di Pavia “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” ha proposto in Sala Pertusati del Vescovado di Pavia l’incontro ­presentazione del libro “Dove terra e cielo si incontrano: Padre Pio, Madre Speranza e Natuzza Evolo”, scritto da Don Luigi Maria Epicoco e Luciano Regolo; un’occasione (moderata da don Luca Roveda) non solo per ripercorrere la biografia di tre grandi personalità spirituali del nostro tempo ma anche per ascoltarne la testimonianza di chi è entrato in contatto davvero con Natuzza Evolo, la mistica di Paravati che ha ispirato i Cenacoli: “Avevo conosciuto Natuzza nel mio lavoro di giornalista – ha ricordato Luciano Regolo, che nella sua carriera ha lavorato per Repubblica, Oggi e Chi, ha diretto Novella 2000, Eva Tremila e Vip, il quotidiano L’Ora della Calabria e dal 2018 è condirettore per la Periodici San Paolo di Famiglia Cristiana e di Maria con te –. Ne ero rimasto colpito, ma poi determinati fatti accadutimi nella vita mi avevano fatto allontanare dalla religione: mio padre era morto e mia moglie aveva chiesto il divorzio lasciandomi solo con due figli. Ero al limite della disperazione e spesso quando pioveva pensavo con orrore al corpo di mio padre deposto in terra ed esposto alle intemperie e mi struggevo. Per varie vicissitudini lavorative ed indipendenti da me mi ritrovo a dover incontrare di nuovo Natuzza che di punto in bianco mi dice: ‘Perché pensi al corpo di tuo padre? Te lo avevo già spiegato ma tu non vuoi capire: l’anima, non il corpo. L’anima di tuo padre è qui con me e mi dice che devi smetterti di preoccuparti quando piove’. Rimasi folgorato e tornai immediatamente a credere. Mi disse, come diceva a tanti: ‘occupa‐ tevi, non preoccupatevi’ e ‘Fin quando avrai l’orgoglio non conoscerai Gesù’”. “Di lei ricordo bene la straordinaria umiltà – ha detto don Epicoco –, tratto comune anche a Padre Pio e Madre Speranza. La loro santità sor‐ prende perché sono persone comuni: Natuzza e madre e moglie, padre Pio non era portato alla predicazione ma era il ritratto della misericordia, Madre Speranza aveva umilissime origini. Non li guardiamo da lontano, ci sono accanto”. (Simona Rapparelli)