Bayreuth: 150 anni dalla prima pietra: Nietzsche e la fugace inattualità di Wagner
Bayreuth: 150 dalla prima pietra: Nietzsche e la fugace inattualità di Wagner A cura di Andrea Camparsi Conferenza del 22 maggio 2022 Amicizia, odio, incomprensione, equivoco? Tanto si è detto sul rapporto per certi versi misterioso tra due poli magnetici della cultura europea dell'Ottocento: Richard Wagner e Friedrich Nietzsche. Il 22 maggio 1872, sulla verde collina di Bayreuth, sotto una pioggia torrenziale, Wagner posa la prima pietra del suo Bühnenfestspielhaus. È presente, tra gli amici del Meister, Friedrich Nietzsche. Di lì a poco, la venerazione del filologo filosofo, professore a Basilea, si tramuterà furentemente in atroce rinnegamento. Ma prima di questa tempesta annichilente, nel 1876, esce la quarta inattuale nietzschiana, "Richard Wagner a Bayreuth" (nella traduzione di Sossio Giametta). I frammenti postumi del 1873 evidenziano già il galoppante dissidio del filosofo verso il musicista ma l'ultima inattuale di Nietzsche traccia un ragionato elogio di Wagner che andremo a leggere cercando fedeltà al testo ed evitando voli pindarici ermeneutici, i quali rischierebbero di rendere sempre più complessa una vicenda che tutt'oggi non ha ancora raggiunto un porto sicuro e un ormeggio definitivo. Andrea Camparsi. Dottore di ricerca in filosofia. Studioso di estetica romantica e di filosofia della musica con particolare attenzione al tardo romanticismo. Ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma a Villa Sciarra dove ha approfondito gli influssi culturali e ideologici di Wagner sulla Germania e l’Europa. Attualmente è docente di scuola secondaria di secondo grado. È Direttore Artistico dell'associazione La Voce Wagneriana. Sostienici: https://gofund.me/2cab2e5a Segui La Voce Wagneriana sui social: Facebook: / lavocewagner. . Instagram: / lavocewagne. . Twitter: / vocewagneriana #LaVoceWagneriana #RichardWagner

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