Vite. Trasformare il Guyot in cordone speronato.

La sempre più difficile reperibilità della manodopera, che sta interessando in questi anni il settore agricolo, ha spinto molti viticoltori a trasformare il Guyot in cordone speronato, dal momento che quest’ultimo, come la maggior parte dei sistemi a cordone permanente, consente l’impiego delle prepotatrici per l’esecuzione della potatura meccanica. In pratica la trasformazione consente di passare da un sistema che richiede mediamente dalle 120 alle 140 ore/ha ad un altro che può essere potato con sole 40 ore/ha o anche meno, qualora si decida di orientarsi verso la potatura meccanica. Per eseguire la trasformazione è però necessario seguire alcune regole fondamentali ed evitare improvvisazioni. Il tralcio prescelto deve essere steso al filo in modo tale da sovrapporsi con la curva della pianta che segue e la curva del tralcio dal quale sarà ottenuto il cordone permanente deve essere degemmata. L’operazione però fondamentale consiste nel scacchiare la testa della vite, eventualmente anche in più passaggi se necessari, in modo tale da stimolare il germogliamento della porzione tralcio orizzontale, dal quale dovrà essere ottenuto il cordone permanente. Nel caso in cui il numero di gemme presenti nel tralcio - che sarà steso al filo come cordone permanente - sia ritenuto insufficiente è possibile ricreare un cordone a partire da due tralci che vengono portati al filo attorcigliati tra di loro. La curvatura con cui i tralci vengono raccordati al filo deve essere dolce ma non eccessivamente ampia. Importante é la prima potatura che viene eseguita sul cordone permanente, che deve essere corta (a corona o al massimo a una gemma franca, se non troppo distante dalla corona) in modo tale da favorire lo scoppio delle gemme di corona e l’allargamento del centro vegetativo. Riccardo Castaldi