Una volta qui era tutta campagna

S3 - Ep. 21 - I tre quartieri nuovi di Ancona (Q1, Q2 e Q3) osservati con occhio architettonico. Il prefisso “Q” prende spunto dalla triennale di Milano della primavera-estate del 1947 quando sotto la direzione generale di Pietro Bottoni si realizzò il quartiere QT8. Ancona adotta questo prefisso per i propri nuovi quartieri nati dalla metà degli anni ’80: Q1 Brecce Bianche, Q2 Ponterosso e Q3 Montedago. Q1 - Brecce Bianche: il nome deriva dalla preesistente via omonima, un tempo strada di campagna ed attualmente la via principale del quartiere: qui le prime case popolari sono sorte a cavallo degli anni settanta e ottanta, per poi assistere negli anni seguenti alla realizzazione di condomini di edilizia cooperativa, espandendo il quartiere a sud. Via Ginelli, La Cooperativa Galileo di Via San Gaspare, il Centro Civico di Danilo Guerri nella sconosciuta piazza Largo Troisi tra via delle Brecce Bianche, via Maestri del Lavoro e via Sacripanti. Q2 - Successivamente a quello delle Brecce Bianche e poco prima di quello di Montedago, sorge il verdissimo quartiere di Ponterosso, che si snoda lungo la strada principale via Flavia e che ha centro Piazza Salvo D’Acquisto, con le sue aiuole, i palazzi polifunzionali e il laghetto nascosto. Altro edificio architettonicamente degno di nota è il centro servizi, concepito dall’architetto Guido Canella come un castello ma che nello slang anconetano è semplicemente “il Panettone”: palestre, teatro e la piazza Aldo Moro che sta aspettando una sua degna sistemazione. Q3 - Il nome è soggetto ad uno stallo alla messicana: Montedago, Monte d’Ago o Monte Dago (usata nel passato, poi completamente caduta in disuso)? Un quartiere residenziale realizzato tutto colmatore rosso faccia a vista, tre vie principali (Sparapani, Togliatti e Tiraboschi) che sono parallele ma che non si intersecano se non attraverso scalette pedonali. E un incompleto centro servizi che doveva tagliare la collina per creare un centro di aggregazione ma che all’altezza della chiesa è rimasto moncato. Dopo gli anni ’90 giovani architetti rampanti (Pippo Ciorra, Cino Zucchi, Alberto Ferlenga, Aldo Ayomonino, Vittorio Salmoni) sotto la supervisione di Giovanna Salmoni realizzano edifici residenziali all’avanguardia. Una storia di una città che poteva essere e non è stata, ma anche una storia di ciò che è e che potrebbe essere… Per ‪@anconopoli‬ i racconti di Monica Prencipe (e Massimo Duranti). Channel Name: Anconopoli ✉️ MAIL: [email protected] ➜ INSTAGRAM: Anconopoli ➜ FACEBOOK: Anconopoli