DISSECCAMENTI IMPROVVISI DELLE PIANTE: Tutta colpa del mal dell'esca?
Capita spesso di vedere piante che si seccano completamente in modo improvviso, passando da uno stato vegetativo e produttivo apparentemente normale, al collasso totale dell’intera pianta. Molti viticoltori parlano genericamente di disseccamenti dovuti al mal dell’esca. Effettivamente spesso è presente questa patologia che è dovuta a un complesso di funghi che decompongono il legno. La morte della pianta tuttavia in questi casi è preceduta dalla comparsa di una serie di sintomi caratteristici la cui diffusione e intensità aumentano gradualmente. Mi chiedo se il disseccamento improvviso può essere più collegato a una problematica fisiologica, una sorta di colpo apoplettico dovuto però al collasso contemporaneo dei vasi del sistema conduttore. Vedo infatti che questa sintomatologia è più frequente in annate come questa, caratterizzate da elevata piovosità nei mesi primaverili, con accrescimenti importanti e rapidi dei germogli ed elevata attività vegetativa. Esattamente come succede con piante eccessivamente forzate con abbondanti concimazioni e irrigazioni che diventano più delicate, più sensibili ai patogeni e agli stress ambientali, rispetto a piante cresciute più lentamente. La differenza risiede nelle caratteristiche del sistema conduttore, ovvero nella dimensione dei vasi legnosi e nel rapporto rispetto ai tessuti di sostegno. Vedo che nei vigneti dove le piante sono meno vigorose o deboli sono presenti le piante morte col mal dell’esca ma sembrano assenti quelle collassate improvvisamente senza cause apparenti. Non ci sono interventi certi che possano impedire questi fenomeni. Alcuni prodotti a base di acidi humici o con estratti vegetali a base di aminoacidi sembrano conferire maggiore resistenza agli stress dovuti alle alte temperature, ma con le piante secche non rimane altro che procedere alla loro sostituzione. Si possono utilizzare le barbatelle di un anno, o meglio i barbatelloni di due anni che possono affrancarsi più velocemente, impiantare il selvatico da innestare l’anno successivo, o infine ricorrere alla propaggine che il modo più rapido ed efficace per sostituire la pianta mancante.

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