CANTIERE riCREAZIONE - La Sagrada Familia: con gli occhi di Gaudì | Fefant 2026 |

La creatività non è anzitutto un estro artistico, ma la capacità umana di cercare, oltre le apparenze, il significato che le abita e le supera. Nell’arte questa dinamica è chiara: le opere sono immagini che “gridano” un senso. È proprio questo grido che, a cent’anni dalla sua morte, abbiamo riconosciuto nell’opera di Antoni Gaudí. Come ha ricordato don Massimo Manservigi, Gaudí nasce architetto, ovvero osservatore della natura come luogo della relazione tra l’uomo, il mondo e Dio. Da qui la sua convinzione che ogni architetto, per costruire qualunque oggetto, debba pensare di costruire un tempio: il luogo in cui il significato delle cose si manifesta, si comunica e si incarna. Nella stessa prospettiva Giammarco Piacenti ha raccontato che il restauro della Basilica della Natività di Betlemme non è consistito solo nel restaurare delle pietre, ma nel rinnovare quel messaggio di pace che riguarda il mondo intero e di cui quelle stesse pietre sono segno. D’altronde, come ha osservato Francesco Botturi, l’arte è questo: raccontare, attraverso la concretezza di un dettaglio o di una pennellata, una verità che ha valore universale e che, proprio per questo, riguarda ciascuno di noi.