Scerscen, La Furia della Montagna | Folk Metal Italiano

English version in the first comment Il 1° aprile del 1917 all'ingresso del Vallone dello Scerscen, in Valtellina, una grande valanga di neve seppellì il rifugio in cui stavano alcuni alpini sciatori in addestramento. Accorsero i soccorsi dall'alto della valle ma anche loro furono travolti da un'altra valanga, 24 caduti in tutto. Oggi dei monumenti ai caduti testimoniano in alta montagna quegli eventi ed in questo brano si ricorda la tragedia dello Scerscen, una ferita indelebile che forse molti non conoscono. 🔔 Iscriviti al canale AiMRiff per continuare questo viaggio epico tra storia, leggende italiane e sonorità folk-metal. Testo: Un velo di piombo su Cima Musèlla, Da lassù ci osserva come una sentinella. Qualcuno sorride, qualcuno borbotta Scarponi gelati nella fredda lotta Lassù tra i rifugi, caserme di quota, Soffia il destino su questa brigata. Sotto il Bernìna, in marcia costante, Il ghiaccio è nemico, non è mai distante. Siamo alpini, sciatori tra vette di ghiaccio, La sorte ci stringe nel suo cupo abbraccio. Il primo d'aprile il silenzio svanisce, Dall'alto del Sasso la morte ruggisce. Un tuono di neve che spacca la via, Il nostro rifugio scompare, va via. Il bianco flagello ci avvolge nel gelo, Sotto le creste che oscurano il cielo. La coltre rapisce fratelli e compagni, Giovani vite private dei sogni. Scérscen, Scérscen, custode di ghiaccio, Ci stringi nel gelo del tuo abbraccio. La neve ci tiene, la vetta ci chiama, Sotto il Bernìna riposa chi ama. Una prima valanga, poi l'altra discende, Ventiquattro nel gelo — che il tempo confonde. Accorrono i nostri, avanzan nel gelo, La vetta tradisce, si squarcia dal cielo. Musèlla risponde, la furia è seconda, Travolge chi salva, la morte li affonda. Non c'è più traccia, svanisce ogni cosa, La vetta ci tiene, nel buio riposa. Il rischio pagato con l'ultima vita, La via dei soccorsi si perde infinita. Scérscen, Scérscen, custode di ghiaccio, Ci stringi nel gelo del tuo abbraccio. La neve ci tiene, la vetta ci chiama, Sotto il Bernìna riposa chi ama. Una prima valanga, poi l'altra discende, Ventiquattro nel gelo — che il tempo confonde. Il boato si spegne, il gelo è sovrano, Il deserto di neve ci tiene per mano. Riposano al monte, tra il ghiaccio e la brina, Vegliati da Rosèg, Scérscen e Bernìna. Lungo la via, croci di pietra nel passo, Resta il sacrario scolpito nel sasso. Una croce di pietra per chi era presente, Nomi perduti nel regno del niente. Scérscen, Scérscen, custode di ghiaccio, Ci stringi nel gelo del tuo abbraccio. La neve ci tiene, la vetta ci chiama, Sotto il Bernìna riposa chi ama. Una prima valanga, poi l'altra discende, Ventiquattro nel gelo — che il tempo confonde. Scérscen, Scérscen, custode di ghiaccio, Ci stringi nel gelo del tuo abbraccio. La neve ci tiene, la vetta ci chiama, Sotto il Bernìna riposa chi osa. Una prima valanga, poi l'altra discende, Ventiquattro nel gelo — che il tempo confonde. #AiMRiff #FolkMetal #Scerscen #Bernina #MusicaMetal #AlpineMetal #StoriaItaliana #TragediaAlpina #MetalEpic #FolkMetalItaliano #Valtellina #Alpini #Alpi