Sarule 2024 - Autunno in Barbagia 🍁🍂 Cortes Apertas
Sarule è un paese di montagna, un centro agro-pastorale situato nel cuore della Barbagia di Ollollai. Nasce alle pendici del monte Gonare ed è incastonato in un territorio che fa parte delle terre emerse più antiche della Sardegna, su cui si distinguono masse di granito, di calcare e una grande varietà di rocce metamorfiche. Appena arrivata in paese, dopo l'accoglienza delle ragazze e ragazzi della Leva, mi attrae un bellissimo murale raffigurante le maschere tradizionali del carnevale sarulese. Scesa la scalinata arrivo alla corte di ziu Noleddu dedicata a sa "Mascara a Gattu e Maimones di Sarule" dove le donne aspettano i visitatori per offrire loro il caffè. La maschera femminile tradizionale di Sarule è la "Maschera a Gattu" che ha come simbolo principale l’eleganza che è riversata soprattutto nella maschera applicata sul capo. Si tratta, infatti, di un velo in pizzo nero posto sul volto, di una copertina bianca in tela sulla testa e di una fascia rossa, che blocca la copertina sovrastante. La scelta di questi colori e di questi capi d’abbigliamento è data dal fatto che ciascuno indica un avvenimento importante nella vita di una persona: il velo nero costituisce la morte; la copertina bianca, invece, la nascita; e la fascia rossa, il connubio perfetto tra due individui, cioè il matrimonio. Nella parte sottostante, le donne indossano duos oddes, cioè due gonne in orbace al rovescio, poste in tale modo per richiamare un’idea astratta, cioè quella dell’anonimato, e un’idea più concreta e pratica, cioè semplicemente nascondere i ricami. Il corrispettivo abito maschile è denominato Su Maimone ed è caratterizzato da una maschera posta sul volto, fatta con pane de morisca, ossia la foglia essiccata dei fichi d’India. Gli altri importanti indumenti sono: su gappottinu – un cappotto in orbace - sos pantalones a s'isporta – i pantaloni alla cavallerizza, di velluto - sos cosinzos – gli scarponi - e sos cambales – i gambali in pelle. Secondo l’antica tradizione, i cittadini mostravano alla folla un fantoccio che era abbellito con i medesimi capi che costituiscono la maschera de Su Maimone e che veniva trasportato su un carro, in giro per il paese, ed era utile per contadini e pastori per augurare loro un ottimo lavoro e un’altrettanta ottima produzione. Già dal 1850, nel paese di Sarule, si era soliti ricorrere a tale maschera, chiamata in tale modo per il modo di porsi e di muoversi. Nella prima stanza della corte di ziu Noleddu, oltre agli indumenti che caratterizzano la maschera, si trovano gli antichi oggetti di una cucina tradizionale sarda. Un altro spazio è dedicato alla lana con tutti gli oggetti utilizzati per la cardatura, la lavorazione, la colorazione e la filatura per poter realizzare i tipici tappeti di Sarule. Arrivata al Panificio Vera incontro Marilena che, con le figlie, frigge delle ottime sebadas. Molto bello il murale che si trova all' ingresso del panificio che richiama le origini del loro lavoro e bello anche l'interno dell' esercizio commerciale. Incuriosita da una ragazza che ricama nella corte Maccioni vado a conoscere Manuela Addis che realizza lavori artigianali personalizzati a punto croce. Nella corte "Comune vecchio" Angela Boeddu propone " L' arte del riciclo" esponendo dei bellissimi cestini realizzati internamente con carta riciclata. Gironzolando per le vie e i veicoli del paese incontro diverse persone tra cui Mara che vi farò vedere in un altro video, e una simpatica nonnina, ex proprietaria di un supermercato, che si diverte a ballare in strada con, e come, una ragazzina. Nel finale Lucia Cheri e company preparano le "Gatzas" sarulesi che, sinceramente, non conoscevo. Bellissimi i murales del paese.... Tutti i video su Sarule li ho realizzati sabato 21 settembre 2024 .

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