Portami via da qui

Questa canzone nasce da una richiesta semplice e difficilissima: “portami via da qui, portami via da me stesso”. Dentro ci sono notti in cui il vento taglia il fiato, fantasmi messi in fila sul lungomare, versioni di sé da perdonare e difetti da scalare con le mani ancora sporche di sangue secco. Qualcuno, un giorno, non ha creduto alle voci che lo davano per perso e con uno sguardo l’ha spinto oltre il cartello “strada chiusa”: da lì inizia la possibilità nuova di scrivere da zero, se c’è qualcuno che resta a guardare. È una canzone per chi è stato “un disastro in equilibrio sulla notte” e ora sente un rumore nuovo in ogni passo, per chi ha paura di crollare ma decide di non fuggire più, restando finché una notte diventa il posto dove si può abitare davvero.