alpitrek: L'ULTIMA VOLTA - La fine dell'era del mulo nelle truppe alpine

Queste pagine raccolgono una serie di articoli scritti e testimonianze raccolte da Mauro Ferraris alla fine degli anni '80 del secolo scorso, documentano il tramonto di un'era iniziata quando il mondo era piuttosto giovane, era nella quale i quadrupedi erano costantemente presenti nella vita dell'uomo, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, quella del '40, i quadrupedi sono spariti velocemente dalla vita quotidiana dell'uomo occidentale. Solo l'esercito alpino continuava ad averli sia nella fanteria che nell'artiglieria da montagna; il loro numero diminuiva costantemente, le tattiche cambiavano insieme ai confini politici. Al di là del sentimento, l'impiego del mulo diventava anacronistico anche nell'esercito. Nella vita civile il suo abbandono era già avvenuto decenni prima. La fine di un'epoca suscita inevitabilmente forti sentimenti, anche se in genere non si avverte neppure. La fine del mulo soldato ha coinciso con la fine dell'artiglieria da montagna come ricorda il Generale Rondano, e coincide anche con la fine del cittadino-soldato avvenuta con l'abolizione della leva obbligatoria pochi anni dopo. La leva era sempre più impopolare, inutile e nociva per la classe media che cercava di evitarla in tutti i modi, il nerbo dell'esercito era costituito da idraulici, muratori, contadini, operai, gente semplicemente meravigliosa che sopportava il peso del dovere anche per quelli che s'imboscavano. Ammetto che la raccolta di Mauro Ferraris non è retorica a buon mercato, ma un viaggio nell'avventura umana, complessa nel delirio e nell'allegria, difficile da capire per coloro che non sono stati coinvolti in episodi fuori del normale. I legami tra fratelli di naja non possono essere capiti da tutti. Adesso che son passati mille anni molti ricordano con affetto quei momenti, maledetti all'epoca, rimpianti poi. Molti ricordano i Comandanti degni con rituale rispetto. Per molti il servizio militare è stato in qualche modo formativo, umanamente ricco, soprattutto se paragonato all'implacabile sistema del lavoro legato solo alla legge del mercato. Alla fine forse è possibile sussurrare che chi non ha fatto questa esperienza la sente mancare, mentre quelli che hanno avuto la sventura o l'avventura di farla si sentono arricchiti. Barbara Hoffman