04-02-2025 uscita di S.Agata dalla Cattedrale alle 07.22
Il discorso all’inizio del giro esterno di mons.Scionti, “Ci ritroviamo in Piazza Duomo come di consueto per accogliere le sacre e a noi carissime reliquie di Sant’Agata, nell’anno santo 2025, pensato e voluto dal Santo Padre Francesco come “Giubileo della Speranza”: e noi oggi siamo pellegrini di Speranza! Ci accingiamo ad iniziare il nostro cammino di festa mentre guardiamo con fiducia il volto di Agata nel quale ritroviamo evidenti i tratti della “Speranza” che l’ha resa “Libera” da ogni contaminazione operata dai malvagi. “La massima libertà e nobiltà sta qui: nel dimostrare di essere servi di Cristo”; così si esprime la giovane Agata dinnanzi a Quinziano, da lei definito uomo schiavo perché sottomesso “ai legni e alle pietre”. “Sant’Agata segno di Speranza e Libertà in Cristo”.Sant’Agata sa bene che Gesù Cristo sul legno della croce ha vinto la morte e la pietra del sepolcro è stata ribaltata dalla potenza di Dio che sempre vuole la felicità ed il benessere dell’uomo di ogni tempo ed in ogni luogo. Cristo, risorto da morte, ha vinto i legni e le pietre di cui Quinziano invece è schiavo e devoto adoratore. Ecco la Speranza di Agata: “la luce di Cristo che risorge glorioso disperde le tenebre del cuore e dello spirito”! Il volto di Agata esprime questa “Speranza” ed a noi, che guardiamo con fiducia, è chiesto di cogliere giuste conclusioni per la nostra vita. Siamo qui pellegrini di Speranza e se vogliamo che questo pellegrinaggio (“riesca”), sia bello, tutto e sempre, dobbiamo in questi giorni avere il coraggio di riflettere , scegliere, cambiare vita. Cominciamo col riflettere: Mi pare di vedere nei “legni” che Quinziano adora, il potere, l’arroganza di pretendere il primo posto, il volersi mettere in mostra, la vanità, il piacere, il desiderio smodato di avere e possedere. Agata sceglie Cristo, umile, povero, servo di Dio e dell’uomo… ma risorto e vivente! E noi cosa scegliamo? Mi pare di vedere nelle “pietre” che Quinziano adora la violenza assassina, l’esercizio dello spaccio della droga, la soppressione dei più deboli, la violenza psicologica e fisica contro la persona: sono pietre che colpiscono con violenza gli uomini nella nostra società. L’onnipotenza di Dio ha ribaltato la “pietra” del sepolcro e Cristo ne è uscito vivo e risorto! Il Busto reliquiario della nostra Patrona che guardiamo adesso e continueremo a guardare con stupore e fiducia devota, mostra due segni ai quali vogliamo volgere tutta la nostra attenzione affinchè la nostra riflessione si trasformi poi in scelta di vita. • Alla sua destra Sant’Agata tiene tra le mani una croce gemmata ed un giglio… c’è anche una rosa! La croce gemmata (preziosa) ci ricorda che i “legni” della croce sono stati sconfitti dalla resurrezione di Cristo che è vivo e vivente: così i “legni” che sono l’arroganza, il potere, pretendere il primo posto, il piacere, il desiderio smodato di possedere… non hanno e non danno futuro; sono una sconfitta per l’uomo e per la società. Vince l’obbedienza umile di chi si abbandona al servizio di Dio. Agata è viva tra noi, Quinziano è morto e sepolto. Nell’altra mano Sant’Agata tiene una tavoletta che custodisce incisa una scritta che è un programma di vita che non può non essere anche il nostro, visto che siamo suoi devoti. “Mentem Sanctam, Spontaneam, honorem Deo et Patriae liberationem” – “Mente Santa, spontanea, onore a Dio e liberazione della Patria” Agata con la sua santità di cuore e di mente partecipa della vittoria di Cristo risorto e dunque lotta, ribalta e vince le “pietre”. È la vittoria della vita sulla morte, la vittoria del bene sul male. Sant’Agata, vittoriosa nel martirio vince e sconfigge i violenti, gli assassini, gli spacciatori di droga: Sant’Agata disprezza e sconfigge tutto questo! Vogliamo dunque scegliere la strada di Agata, la strada buona, che serve e sostiene la vita nostra e altrui: è la strada dell’impegno a spendersi e donarsi per un mondo migliore dove amore e rispetto nutrono e sostengono la fatica di liberarsi da ataviche e brutte abitudini egoistiche per far posto al desiderio di ciò che è bene per tutti, il bene comune. Nel nome di Agata, guardando il suo volto, che ci mostra fiero la croce gemmata e la “tavoletta angelica”, facciamo la nostra scelta. Ci mostra la Croce abbracciamo Gesù, colui che ha trionfato sulla morte di croce ed è risorto! Ci mostra la Tavoletta che dice la sua determinazione nel volere una Città libera e felice… amiamo la Città in cui viviamo! Rispettiamo la nostra Città mettendoci al servizio del bene e della bellezza e non del malaffare e degli interessi personali. Guardiamo alla Santa Patrona per cambiare in meglio la nostra vita e quella della nostra Città che ha bisogno non solo della benevolenza di Agata ma anche della bontà dei gesti e delle parole di ciascuno, di ogni cristiano. Affidiamo a Sant’Agata il cammino di questi giorni (riflettere, scegliere, cambiare), adesso iniziamo mentre con gioia gridiamo e sempre grideremo: Cittadini, viva Sant’Agata!”

12-02-2026 8° di S.Agata

17 agosto, traslazione delle reliquie di Sant'Agata, in diretta dalla cattedrale

03-02-2026 Festeggiamenti Cereo Pescivendoli

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04-02-2026 uscita di S.Agata dalla Cattedrale alle 07.18

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