Le campane di Casaletto Ceredano (CR) - Distese e concerto - Video 1150°
Casaletto Ceredano (CR) Chiesa Parrocchiale di S. Pietro Martire Concerto di 8+1 campane in Mi♭³ + Fa⁴ Francesco d’Adda e Figli - Crema 1947 Fa⁴ anonimo 1568 Suonate: [02:06] Assolo della campana antica Fa⁴; [02:44] Distesa delle 5 campane minori; [03:53] Distesa delle 8 campane maggiori; [04:58] Distesa solenne a 9 campane; [08:44] Concerto solenne a 9 campane. Ringrazio il parroco don Gianbattista Scura per la disponibilità e Maurizio per la collaborazione. I primi cenni in merito alle campane si hanno nel 1714, quando venne rifuso un precedente concerto, ma con l’edificazione nel 1790 della chiesa nuova e nel 1810 del campanile la comunità volle rinnovare ancora il concerto. Le trattative iniziarono nel 1870 con la fonderia Giovanni Crespi di Crema e il contratto stipulato era per 5 campane in tonalità di Mi³ e, all’occorrenza, nella fusione sarebbero potute essere rifuse 3 delle vecchie campane. L’incastellatura fu affidata a Giovanni Battista Filippi, che la realizzò in legno per 6 campane: vi era infatti una campanella antica; il Filippi fornì anche l’ordigno per il suono d’allegrezza e i martelli per la scansione oraria. Queste campane non furono risparmiate dalla requisizione bellica, i cui ripristini furono affidati poi da Luigi d’Adda di Crema. Ormai però il concerto di sole 5 campane non soddisfaceva più la popolazione, perciò presi i contatti con la fonderia Francesco d’Adda e Figli vennero consegnate le 5 campane per concorrere alla quantità del bronzo necessario per fonderne 8, in tonalità di Mib³. La fusione avvenne il 4 settembre 1947 e le campane vennero benedette solennemente da S. E. Mons. Francesco Franco Vescovo di Crema. Il concerto era così composto: Mi♭³ È chiamato “Campanone”. E’ dedicato alla comunità di Casaletto, alla Madonna madre della grazia e della misericordia, porta incisi i nomi del parroco don Ernesto Lucini e dei Fabbriceri. Il suo compito era quello di aprire la suonata per scacciare i temporali e da sola suonava a mezzogiorno. Fa³ “Quarta”. Dedicata ai Caduti e Dispersi della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Suonava le agonie, all’arrivo dell’esattore delle tasse, assieme alla campana della scuola (Sol³) suonava l’Ave Maria del mattino e della sera e a martello come segnale di pericolo. Sol³ “Campana della scuola”. Dedicata a S. Eurosia, suonava al mattino per richiamare i ragazzi alle lezioni. La♭³ “Butèl gros”. È dedicata a S. Pantaleone patrono della diocesi. Assieme al Si♭³ suonava il transito e i segni prima della cerimonia. Si♭³ “Butèl picinì”. È dedicata a S. Martino e suonava assieme al La♭³ il transito al cimitero e i due segni prima della cerimonia. Do⁴ “Terza”. Dedicata a S. Giovanni Battista, suonava per le confessioni dei ragazzi del Sabato. Re⁴ “Seconda”. Dedicata a S. Rocco, era riservata esclusivamente per il concerto. Mi♭⁴ “Prima”. Anch’essa era riservata esclusivamente per il concerto. Fuori concerto c’è una nona campana, in tonalità Fa⁴, la cui provenienza è legata ad una leggenda. «In mezzo alla campagna sorgeva, in tempi lontani, in convento di frati … involontari, costretti cioè ad indossare il saio dai propri genitori perché non intaccassero l’eredità che, per legge, spettava al primogenito della “covata”. Questi frati “fabbricati” pensavano più a divertirsi che a pregare, organizzavano festini al sesso, al termine dei quali, secondo la leggenda, le belle donnette venivano gettate in un pozzo profondo irto di lame taglienti. Siccome a farne le spese erano, in maggioranza, ragazze di Casaletto e Rubbiano, i loro abitanti decisero di dare l’assalto al convento. Probabilmente i loro preparativi vennero notati dai frati, cosicché quando gli assalitori sfondarono le porte, i frati erano spariti, utilizzando sotterranei che solo loro conoscevano; però l’edificio con tutto ciò che conteneva venne distrutto; l’utilizzabile venne diviso in parti uguali. Però i Casalettesi riuscirono, di nascosto, a impossessarsi di una stupenda campana dal suono argentino, la Santa Eurosia, che a tutt’oggi cinguetta sul nostro campanile. I rubbianesi non digerirono questo getto e le due popolazioni vennero alle mani: i Casalettesi ebbero la meglio, ma anche il nomignolo di “Casalèt Badilèt, campane a féc”: badilèt perché in paese c’erano tanti piccoli agricoltori; a féc perché la Santa Eurosia non era stata comperata.» La provenienza di questa campana, dunque, è misteriosa. Certamente si tratta di una diceria, e la relazione del 1870 riporta sì una campana antica, ma non della campana trafugata. Poi l’iscrizione non lascia dubbi: COMUNITAS CASALETI CEREDANE FECIT FIERI 1568, la campana è stata fusa appositamente per Casaletto. E più precisamente potrebbe essere appartenuta alla chiesa di S. Eurosia, edificata dove ora sorge il cimitero.

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