Musica e mito nel mondo classico. Intervista a Massimo Raffa
Nuovo appuntamento con la rubrica di Toscanalibri curata da Duccio Rossi "Perchè leggere i classici": un ciclo di interviste a docenti universitari, dottori di ricerca, filosofi, scrittori e poeti sul valore dei grandi pensatori latini, greci e non solo. Ma anche un modo per confrontarci con quel passato remoto che, in quanto classico, si sovrappone spesso con il nostro presente. Come è possibile che la musica, nel mondo antico, fosse così potente da spostare pietre e costruire città? Perché la musica era capace anche di distruggere? E cosa era la musica da non sentire? A queste ed altre domande risponde Massimo Raffa, autore del libro dal titolo “Il tessuto delle Muse. Musica e mito nel mondo classico” (Inschibboleth - 2021). Massimo Raffa è ricercatore in Musicologia e Storia della Musica presso l'Università del Salento. Diplomatosi al Conservatorio di Reggio Calabria nel 1994, nel 1996 si è laureato in Lettere Classiche all'Università di Messina. Dottore di ricerca in Filologia Greca e Latina presso l'Università di Palermo e in Scienze Letterarie all'Università della Calabria, è stato per oltre vent'anni docente di ruolo di Latino e Greco nei licei classici. “Zeus si è appena insediato sul suo trono divino e sta per sposare Mnemosine. Dovrebbe essere un momento di festa, invece sull'Olimpo c'è un silenzio strano. Gli altri dèi stanno lì, fermi, intorno al nuovo sovrano; nessuno fiata. Alla fine il dio si decide a rompere l'imbarazzo: «C'è qualcos'altro di cui avete bisogno?», chiede. E quelli rispondono che sì, in effetti manca ancora una cosa: qualcuno che sappia cantare la grandezza di Zeus. A cosa serve sconfiggere i Titani, portare ordine nel caos, separare il regno dei vivi da quello dei morti, insomma dar forma all'universo - sembrano dire gli dèi - se poi non c'è chi canti tutto questo? Ed ecco che da Zeus e Mnemosine nasceranno le Muse, fonti della musica e della poesia. La musica è necessaria: è il canto incessante delle Muse a sorreggere il mondo degli dèi e degli uomini, tessendo in un'unica trama il passato, il presente e il futuro. I miti musicali del mondo classico sono gli scampoli di quel tessuto, e tra essi rovista questo libretto, che narra di musicisti umani e divini, famosi e ignoti, fortunati e sventurati; e di una musica che può salvare o uccidere, costruire mondi o distruggerli”. (Dalla quarta di copertina).

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