Giù le Vele di Scampia, ecco cosa resta del supermercato della droga più importante d’Europa
I comitati: «Abbattila e abbatti anche tutti i pregiudizi su Scampia». Qui venti anni fa la camorra, «l'antistato», si sostituiva allo Stato e creava welfare, dando lavoro illegale (e morte) a ragazzini «Abbattila e abbatti anche tutti i pregiudizi su Scampia». Non è un grido di rabbia, ma quasi di dolore e nostalgia quello di Rosario, storico attivista del comitato vele. E forse sarebbe stato lo stesso grido di Vittorio Passeggio, l'uomo col megafono, quello che per tanti anni ha battagliato perché le vele fossero abbattute e tutta la zona di Scampia venisse riqualificata. Ma Vittorio oggi non c'è perché non sta bene. Perciò sembra quasi una beffa quando le tenaglie cominciano a sgretolare i balconi, le pompe tamponano la polvere e forse anche i residui di amianto di cui le vele sono piene. «Se si riesce ad abbattere la Vela verde oggi è perché è vuota e certamente non è stata sfrattata con le ruspe. Ci siamo fatti carico, in questi anni dolorosi, di battaglia, di litigi ma anche di gioia – spiega Eleonoda De Majo, assessore alla cultura del comune di Napoli, eletta proprio nella circoscrizione di Scampia - delle vite dei singoli nuclei familiari che la abitavano e che come altre famiglie hanno trovato spazio in nuovi alloggi, in tutto 170. Queste persone andavano spostate perché avevano diritto ad una casa degna di questo nome. Le Vele sono insalubri, c'è amianto e molte persone si sono ammalate il tumore». L'abbattimento della vela è stato possibile grazie al bando periferie vinto con un progetto proposto dal Comune e dall'Università di Napoli. Il costo dell'abbattimento e della riqualificazione è circa 18 milioni di euro ma il progetto è quello di realizzare un piano di fattibilità complessiva da 120 milioni di euro che prevede abbattimenti, ricostruzioni riqualificazioni, strutture, servizi e l'università. La verità è che questa zona è stata per anni in mano alla criminalità organizzata che ha lasciato il deserto. Il quartiere negli anni passati ha vissuto di una vera e propria industria criminale che in qualche modo faceva circolare denaro e dava l'illusione del benessere. Quando poi la camorra in quest'area ha subito una crisi grazie agli arresti, alle inchieste della direzione distrettuale antimafia e al lavoro delle associazioni, è rimasto un tasso di disoccupazione elevatissimo, una grande povertà e soprattutto ha denudato il re e cioè ha mostrato l'assenza dello Stato. Le Vele, una ventina d'anni fa erano il supermercato della droga europeo più importante. La camorra, «l'antistato», si sostituiva allo Stato e creava welfare, dando lavoro illegale a ragazzini che facevano le vedette, giovani che si improvvisavano pusher e famiglie intere che custodivano droga, soldi e armi. Quello che era la Fiat a Torino, le vele lo erano a Scampia.... ( Amalia De Simone / CorriereTV ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/cronaca/giu...

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