Il Tibet continua a resistere alla coercizione cinese | Intervista a Claudio Cardelli
Il Tibet che resiste a Pechino Un milione di bambini costretto a frequentare collegi cinesi. Un panchen lama rapito e mai più ritrovato, e un futuro "dalai lama" farlocco scelto da Pechino. Templi distrutti, foreste rase al suolo, fiumi deviati, e risorse idriche e minerarie che attirano il capitalismo insaziabile del regime di Xi Jinping. Invasione di coloni e militari dell’etnia maggioritaria han per trasformare gli indigeni in una minoranza. Ma il Tibet resiste ancora. A testimoniarlo è Claudio Cardelli, tra i fondatori dell’Associazione Italia-Tibet nel 1988 e da tempo suo presidente. Viaggiatore e documentarista instancabile dagli anni ’60, ha percorso per decenni le regioni himalayane stringendo con il Tibet e la sua gente un rapporto affettivo, di amicizia e collaborazione profonde. Lo incontriamo in un angolo di Tibet alle porte di Milano. Nella grande sala del Ghe Pel Ling, l'Istituto di Studi di Buddhismo Tibetano, Cardelli ricorda: “Il mio primo incontro con la causa tibetana è avvenuto in India. Avevo vent’anni, ero solo un turista attratto dall'avventura quando a Varanasi incontrai dei profughi tibetani sopravvissuti alle persecuzioni della rivoluzione culturale di Mao Zedong”. Allora il Tibet affascinava la beat generation e gli hippies come meta esotica, ma Cardelli comprese che l’immenso altopiano era molto di più: un luogo grande quanto l’Europa occidentale, con ingenti risorse in una posizione strategica, che andava difeso dagli effetti devastanti dell’invasione illegale cinese degli anni ’50. Era una questione geopolitica in cui la dittatura del partito unico comunista cominciava a mostrare le sue peggiori intenzioni: assimilare un intero popolo cancellandone lingua, arte, religione, tradizioni, per portare avanti il suo disegno neo-imperialista. Oggi l’espansionismo cinese è chiamato “sinizzazione” e sembra inarrestabile. Pechino ha persino deciso di sostituire il nome Tibet con Xizang, una parola cui viene associata una storia completamente inventata. In realtà, l’attivismo pro-Tibet non si è mai fermato. La comunità di profughi ha trovato a Dharamsala, nel nord dell’India, il rifugio per un governo in esilio democratico dove continuare a lottare pacificamente. Qui, nel 1982, Cardelli ha incontrato per la prima volta il Dalai Lama ed è tornato il 10 marzo scorso, nel 67esimo anniversario dell’insurrezione popolare tibetana del 1959. Nell’epoca delle autocrazie sempre più aggressive e degli aspiranti autocrati, la comunità internazionale deve stare in allerta per difendere quei diritti umani universali che molti regimi disprezzano. Un pilastro della propaganda cinese consiste proprio nel considerare i diritti fondamentali non applicabili per ogni essere umano e nell'usare il concetto di "armonia" per livellare le differenze. L’intervista a Claudio Cardelli si propone dunque come un’immersione nella storia e nell’attualità del Tibet, ma anche delle regioni limitrofe, dallo Xinjiang o Turkmenistan al Nepal e al Mustang. Con una guida speciale e moltissimi documenti, foto, video, testimonianze e reportage anche inediti. 👉 Quarta puntata della rubrica “Domande Rivoluzionarie” – Interviste sull’attualità internazionale. 👉 Guarda tutte le puntate di “Domande Rivoluzionarie” nella playlist dedicata • Domande Rivoluzionarie 🌐 Seguimi sui social • LinkedIn: / francescalancini • Facebook: / francesca.r.lancini • X (Twitter): https://x.com/flancini • Instagram: / f.lancini • Sito ufficiale: https://francescalancini.com 00:00 Introduzione 00:29 Claudio Cardelli: Testimone delle mutazioni delle regioni Himalayane 02:30 Ci siamo dimenticati del Tibet? 07:34 Dal Nobel per la pace al Dalai Lama, alla "cortina di ferro" cinese 09:27 Dalla richiesta di indipendenza a quella di autonomia 11:10 10 marzo 2026: viaggio a Dharamsala 14:05 Mire di Xi su Taiwan 16:48 Il Tibet è una questione geopolitica 18:18 La legge cinese sull'unità etnica 21:01 Diritti umani e ambientali violati 32:00 Sinizzazione 36:10 Turkmenistan: Xinjiang o "Tibet islamico" 41:38 Xi Jinping, "l'altro Mao" 43:31 Boarding schools: collegi di assimilazione forzata 47:45 Le responsabilità della comunità internazionale 52:58 Resistenza armata tibetana (1950-1974) 57:32 Rivolte della Gen Z in Nepal (8-13 settembre 2025) 59:12 Mustang "piccolo Tibet nepalese" 1:04:01 Sempre meno profughi tibetani 1:07:32 Contrastare la coercizione cinese, anche linguistica 1:12:10 Foto Tibet Si ringraziano Il Ghe Pel Ling, Istituto Studi di Buddhismo Tibetano, per l'ospitalità. Ghe Pel Ling: https://ghepelling.com Associazione Italia Tibet: https://www.italiatibet.org Credits Progetto e Interviste di Francesca Lancini Riprese ed editing Mattia Del Zotto Sound Design Gaetano Scippa Social media manager Michela Pennati

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