Conetti Vulcanici & Villa Cappelli

Una breve ma Interessante Escursione a Pollena Trocchia (NA). Si visitano prima gli antichissimi Crateri Lavici del Monte Somma, poi (con il contributo della Maestra Marianna Russo) la quale ci fa da cicerone, visitiamo la bellissima Villa Cappelli. CENNI STORICI : Le pareti dei Conetti Vulcanici del Carcavone, presentano una complessa stratigrafia con scorie vulcaniche di colore rossastro, accumuli tufacei di colore giallo e banchi lavici di colore grigio. Gli strati si sovrappongono e talvolta si intersecano, a causa dell’alternanza di eruzioni effusive ed esplosive del Vulcano Somma. Immaginiamo un vulcano imponente che supera i 2.000 metri di altezza, con un’unica cima, formatosi fra 40.000 e 25.000 anni fa per sovrapposizione di colate laviche e banchi scoriacei. Questo era il Vesuvio quando Vesuvio non era. A partire da 25.000 anni fa e fino al 472 d.C., sette eruzioni esplosive distruggono la sommità del vulcano e danno vita ad una caldera (ovvero una conca a imbuto), al cui interno, con un ritorno dell’attività effusiva, si forma in oltre 700 anni il Gran Cono del Vesuvio, oggi alto “appena” 1281 metri. I Conetti risalgono all’antica fase di costruzione del Vulcano Somma e si configurano come bocche laterali di sfogo, dovute all’eccessiva pressione idrostatica della sua altissima colonna magmatica. Nell’area circostante, inoltre, è possibile leggere i segni dell’eruzione pliniana del 472 d.c., nota come “Eruzione di Pollena”, che su questo territorio riversò valanghe di materiali da una chilometrica colonna eruttiva, un’esplosione tanto potente che lanciò detriti fino alla zona di Avellino. Ai colori dei sedimenti vulcanici fanno da contrappunto quelli della tipica macchia mediterranea, dominata in primavera dal giallo delle ginestre e dal rosa della valeriana. Non è raro trovare anche una delle tante specie di orchidee che popolano il Monte Somma. La Villa dei Marchesi Cappelli sorge nel punto più elevato del borgo antico del Comune di Pollena Trocchia. Rappresenta una delle più belle ville vesuviane sorte nel secolo XVII, nelle quali la nobiltà napoletana amava trascorrere periodi di villeggiatura. Abitata dalla famiglia Vespoli e Latiano, successivamente dai Marchesi del Tito, fu rilevata infine nel 1833 dal Marchese Domenico Cappelli.